Concluso il ciclo di incontri di cultura piemontese


A chiudere la rassegna è stata Albina Malerba, direttrice del Centro Studi Piemontesi – Ca dë Studi Piemontèis, con un pomeriggio dal titolo “Panorama della letteratura in piemontese”.

dalla
Redazione

Borgaro – Venerdì 5 aprile, presso la Sala Conferenze di Cascina Nuova, si è tenuto l’ultimo appuntamento del Corso di Cultura Piemontese organizzato dall’associazione La Roa.

Una conclusione che ha ottenuto un’ottima partecipazione, proprio come gli incontri precedenti, e che ripaga degli sforzi organizzativi la Presidente Pierangela Tapparo e il suo Direttivo. Presenta anche il Sindaco Claudio Gambino, che ha sottolineato l’impegno della neo associazione nel riproporre le tradizioni piemontesi -essendone i membri i depositari- ricordando anche l’importanza dell’identità culturale. La parola è poi passata alla relatrice Albina Malerba, direttrice del Centro Studi Piemontesi – Ca dë Studi Piemontèis, che ha parlato del “Panorama della letteratura in piemontese”, complimentandosi anche con l’associazione La Roa “che in quest’anno ha fatto qualcosa per Borgaro e il Piemonte”. “La lingua è un patrimonio. E se una lingua muore, la cultura è già morta o sta per morire” ha commentato la studiosa.

Malerba ha poi guidato tutti i partecipanti alla lezione attraverso un lungo excursus storico partito dal XII secolo fino ad oggi, al fine di fornire un’infarinatura generale. Dalla raccolta di prediche “Sermoni Subalpini” alla “Canzone per la presa di Pancalieri” del 1410, passando per il poeta del ‘500 Giovanni Giorgio Allione, le canzoni del reverendo Ignazio Isler alla fine del ‘600 e le favole a sfondo morale del medico, poeta e scrittore Edoardo Ignazio Calvo del ‘700. Per gli anni più recenti sono stati citati gli scrittori dell’800 Angelo Brofferio e Norberto Rosa, fino ad arrivare all’inizio del ‘900 con Pinin Pacot e Nino Costa.


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