Donne maltrattate, a Mappano una serata per fare rete


Qualche giorno fa presso la Sala Lea Garofalo, si è svolto un incontro con diverse realtà che operano nel quartiere torinese di Barriera di Milano occupandosi in particolare di dare sostegno a chi è vittima di violenze.

di Giada Rapa

Una serata di presentazione con l’idea di fare rete. Con questo scopo si è svolta a Mappano la serata “Dalla Parte delle Donne”, introdotta dall’assessora Cristina Maestrello, per far conoscere due realtà “vicine di casa” che operano nel quartiere torinese di Barriera di Milano “con le donne e per le donne”. “Ci piaceva l’idea di fare rete -ha commentato Maestrello- e ringrazio le nostre ospiti per la disponibilità. Speriamo che da questo primo incontro nasca qualcosa di bello”.

Alla serata hanno presenziato Annamaria Zucca, Presidentessa del Centro Antiviolenza E.M.M.A Onlus, e Kassida Khairallah, mediatrice culturale libanese, e Silvia Torresin etno-psichiatra della Diaconia Valdese, che si occupano della gestione di uno sportello antiviolenza. Zucca ha illustrato il lavoro che viene effettuato in questi centri, “uno spazio dove la donna non viene giudicata, viene ascoltata e per la prima volta viene creduta, un luogo nel quale aiutare la donna a riscoprirsi, poiché spesso in condizioni di maltrattamento si dimenticano i propri diritti”, nonché i diversi progetti portati avanti dall’associazione in circa 15 anni di attività.

“Abbiamo iniziato con un contratto di quartiere, con l’obiettivo che la ristrutturazione fosse anche di tipo sociale, attraverso azioni di accompagnamento. È stata una grande soddisfazione: siamo diventate come delle amiche della porta accanto e abbiamo potuto conoscere da vicino le problematiche del quartiere” ha continuato Zucca, raccontando Barriera di Milano come una zona in cui ci sono senz’altro diversi problemi, ma nella quale prevale la solidarietà. “Quando abbiamo pensato alla campagna #maipiùsole abbiamo affiancato uno slogano con una frase forte, Il tuo dolore conta. Un concetto che è rivolto alle donne, ma che deve anche essere riconosciuto dagli uomini, per questo collaboriamo con Il Cerchio degli Uomini. È necessario dare anche un altro punto di vista”.

Khairallah e Torresin hanno invece parlato più nel dettaglio del fenomeno della migrazione “che spesso comporta una trasformazione della propria identità di fatto” e della realtà dello sportello informativo della Diaconia Valdese, puntando soprattutto sulla mediazione culturale. “Nelle situazioni familiari in cui c’è una problematica di violenza la difficoltà a parlare è molto alta. Soprattutto per le donne c’è paura nel rivolgersi ai servizi sociali per il falso mito di vedersi allontanare i figli e non manca lo spettro di una solitudine culturale” ha commentato Torresin. “Poche donne si avvicinano allo sportello, anche solo per chiedere informazioni. I motivi sono diversi: la timidezza, la paura, la mancanza di comprensione. Le donne sole in casa, sottomesse, trovano difficoltà a uscire e denunciare. Forse occorre trovare altri sistemi” ha invece spiegato Khairallah. La serata si è poi conclusa con un ampio dibattito con il pubblico presente.


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