Borgaro: più sicurezza per la ciclopedonale che va a Villaretto


Dotare tutto il percorso, almeno dove al momento non esiste, di un guard rail può essere il primo passo.

di G. D’Amelio

Leggiamo che il Movimento 5 Stelle di Borgaro, attraverso la sua unica rappresentante di minoranza in Consiglio Comunale, ha recentemente protocollato una mozione da discutere in una prossima assemblea che ha come tema la messa in sicurezza della pista ciclopedonale che collega Borgaro a Caselle. Anzi, la pentastellata Cinzia Tortola, alla luce di un altro incidente avvenuto sulla ex strada provinciale che costeggia lo spazio dedicato ai pedoni e ciclisti, chiede di più: cambiare il percorso della stessa passando nei prati adiacenti. Un’idea pressoché irrealizzabile nel breve termine perché i prati in questione sono privati e quindi o si acquistano, sempre che qualcuno voglia vendere, o si espropriano. Procedura, quest’ultima, non certo semplice che comporta il rischio di impantanare il procedimento in lunghi ricorsi al tribunale amministrativo.

Non è la prima volta che difendo la ciclopedonale Borgaro- Caselle, che spesso e volentieri utilizzo come runner, perché ritengo che il concetto di mobilità sostenibile non abbia solo bisogno di nuove idee e di nuove visioni, ma anche e soprattutto di scelte ed atteggiamenti culturali privi di preconcetti e non vincolati al colore politico. Rispetto a prima, per chi non va in macchina, quel tratto oggi è più sicuro. Si poteva fare di meglio? Sicuramente si, ma i fondi ministeriali che hanno portato alla realizzazione della pista erano vincolati ad un bando che dava tempi stretti. L’alternativa era non farla.

Da runner e da cittadino, invece, prenderei molto più in considerazione una mozione che parlasse di una maggiore messa in sicurezza della ciclopedonale che porta a Villaretto, forse molto più frequentata della Borgaro-Caselle. Anche qui, la scorsa settimana c’è stato un frontale tra due macchine che miracolosamente ha lasciato illesi i passeggeri dei mezzi. Come si vede nella foto, l’auto cappottata è finita sulla ciclabile. Fortuna che non passava nessuno. Penso che dotare tutto il percorso, almeno dove al momento non esiste, di un guard rail sia un primo passo. Successivamente si potrebbe ragionare su maggiori e puntuali controlli della Polizia Locale, sull’integrazione della segnaletica orizzontale e verticale, sull’installazione di dissuasori o di autovelox. L’aumento del buon senso nelle persone, a volte, è direttamente proporzionale alle misure che possono incidere sui loro portafogli.

E’ in pubblicazione online il numero di OTTOBRE di SULLASCIA.NET Leggi il giornale / SCARICA IL GIORNALE


Commenti

commenti

Giovanni D'Amelio