ANPI, PD e M5S nel primo caso, CGIL nel secondo, con l’unico scopo di evitare una legge che andrebbe ad “aumentare i divari territoriali e peggiorare le disuguaglianze sociali”.

di Giada Rapa
NUMERO DI LUGLIO SOLO IN DIGITALE LEGGI IL GIORNALE / SCARICA IL GIORNALE
C’è tempo fino a settembre, ma con agosto alle porte e molte persone che si recheranno in ferie in questo periodo, il tempo è davvero limitato. Ecco allora che sia a Borgaro che a Caselle diverse realtà sono scese in piazza con l’obiettivo di raccogliere firme per richiedere l’abrogazione della Legge sull’Autonomia Differenziata.
Una legge che, secondo i promotori “è un grave attacco all’impianto costituzionale del nostro Paese. Nel proporre differenti livelli di autonomia tra le Regioni a statuto ordinario, divide l’Italia e danneggia sia il sud che il nord, impoverisce il lavoro, compromette le politiche ambientali, colpisce l’istruzione e la sanità pubblica, smantella il welfare universalistico, penalizza i comuni e le aree interne, aumenta la burocrazia e complica la vita alle imprese, frena lo sviluppo. Per tali ragioni l’abrogazione della legge si rende necessaria ed è a difesa dell’unità del Paese”.
Ecco quindi che, nella mattinata di sabato 27 luglio, in occasione del mercato settimanale, l’ANPI di Borgaro Sezione “Santina Gregoris”, il Circolo PD locale e il M5S – anche se quest’ultimo non presente fisicamente in questa occasione – hanno raccolto le prime 53 firme in poche ore. Il prossimo appuntamento è previsto per il 7 settembre. Nella città dell’aeroporto, è stata invece la CGIL, lunedì 28 luglio, ad essere presente sotto i portici di Palazzo Mosca – raccogliendo circa 70 firme – insieme a UIL e ai consiglieri di opposizione Endrio Milano e Luca Baracco, validanti delle firme.

