L’intervento è stato presentato in occasione dell’iniziativa “Percorsi di Arte, Storia e Fede” che prevede l’apertura straordinaria di edifici storici e di culto, tra cui la chiesa di Santa Maria Assunta.

di Giada Rapa
Quando la chiesa di Santa Maria Assunta è stata inserita nel circuito “Percorsi di Arte, Storia e Fede nel Canavese, Ciriacese e Valli di Lanzo”, il Comitato Pro Chiesa Centro Storico era stato chiaro: ogni apertura non sarebbe stata una semplice visita, ma un’occasione per raccontare elementi di pregio, curiosità e interventi di recupero. L’anno scorso era stata la volta della riapertura della Cappella Birago, la parte più compromessa dell’edificio. Quest’anno è stata la volta della meridiana ottocentesca sulla parete esterna della casa parrocchiale.
“Si chiude un cerchio” ha spiegato Matteo Stefani, ricordando come proprio dalla meridiana – tre anni fa – sia iniziato il percorso che ha poi portato al recupero della Cappella Birago e alla valorizzazione della Biblioteca Storica Parrocchiale. La meridiana, infatti, rischiava di staccarsi dal muro. I volontari hanno prima consolidato la parete e risolto i problemi di umidità; poi la ditta Moselli – la stessa della Cappella Birago – ha recuperato il quadrante dipinto a tempera, decorato con i due angioletti del giorno e della notte. Non è stato riposizionato lo gnomone, per ragioni tecniche e ambientali, ma il quadrante conserva elementi di grande interesse: la lemniscata che corregge il mezzogiorno solare, la linea equinoziale e l’elenco di località del mondo – da Goa a Quebec, da Cayenne a Baghdad – che permettevano di leggere l’ora in diversi punti del globo. Proprio queste località hanno rivelato il legame più sorprendente: molte compaiono in un Manuale di Gnomonica del 1845, conservato nella Biblioteca Parrocchiale.
Stefani ha ringraziato, anche a nome di don Alessandro, volontari, associazioni, istituzioni e singoli cittadini, ricordando anche il recente rifacimento dei quadranti del campanile e le iniziative della Banca del Tempo. “Questa meridiana – ha detto – è un frammento della nostra storia comunitaria. Il suo recupero ci ha permesso di riscoprire un patrimonio che non sapevamo di avere e di rimettere in moto un percorso di cura e valorizzazione che continuerà nei prossimi mesi”.
Un ringraziamento particolare è andato alla Cooperativa Operaia di Borgaro, che ha finanziato i restauri con una donazione di 3.650 euro, quando ancora non era chiaro che l’intervento si sarebbe ampliato alla Cappella Birago. “Ci fa piacere contribuire alla tutela del patrimonio artistico del paese” ha dichiarato il presidente Michele Boccardi, auspicando una maggiore sensibilità anche da parte delle imprese locali.

