Caselle: il dottor Stefano Dinatale e i falsi miti legati alla medicina


Secondo libro per il medico di famiglia casellese, che ha presentato la sua opera “La Nonna si sbagliava?” presso la Casa delle Associazioni.

di Giada Rapa

Un incontro vivace, a tratti divertente e a tratti profondamente serio, quello dedicato alla presentazione del nuovo libro del dottor Stefano Dinatale. Il volume “La nonna si sbagliava! – Miti e rimedi naturali smentiti dalle evidenze scientifiche”, parte dai ricordi della Sicilia e dai rimedi “di casa” tramandati dalle nonne, per metterli alla prova delle conoscenze scientifiche di oggi. “Non sempre la nonna si sbagliava – ha sottolineato Dinatale –ma molte convinzioni che abbiamo dato per scontate meritano di essere riviste”.

A guidare la conversazione Elis Calegari, direttore del mensile “Cose Nostre”, che ha toccato molti dei temi affrontati nel libro: dai rimedi “di una volta” alle mode alimentari, passando per le convinzioni dure a morire. Così, tra aneddoti e spiegazioni, sono stati messi in discussione alcuni classici non veritieri: il vino che “fa buon sangue”, l’idea che il latte provochi catarro, l’alcool che aiuterebbe a digerire, lo zucchero di canna considerato più “leggero” di quello bianco, il glutine trattato come nemico universale – con il duplice rischio di eliminare qualcosa di cui il nostro corpo ha bisogno e di togliere i prodotti privi di tale complesso proteico a chi ne ha davvero bisogno – fino alle diete miracolose, ma prive di fondamento, – come quelle del gruppo sanguigno – e alle promesse dei braccialetti magnetici. Accanto agli aspetti più leggeri, non sono mancati passaggi più impegnativi: il capitolo sulle vaccinazioni e il falso legame con l’autismo, il tema della sigaretta elettronica e dei suoi rischi sottovalutati, il tabù della psichiatria e delle dipendenze – in particolare il gioco d’azzardo – e la difficoltà di accesso alle cure psicologiche.

Dinatale ha toccato anche il rapporto tra pazienti e nuove tecnologie, ricordando come l’intelligenza artificiale venga talvolta vissuta dai medici come un concorrente, mentre sarebbe più utile considerarla un alleato da usare con senso critico. Nella parte finale non sono mancate le domande dal pubblico, tra curiosità sui vecchi rimedi e richieste di chiarimento su farmaci “di una volta”, come il chinino. Dinatale ha risposto alternando ironia e rigore scientifico, ricordando che molte pratiche del passato funzionavano solo in apparenza e spesso comportavano rischi oggi inaccettabili.

In sala anche Luca Alberigo e Marcello Segre, due dei sei professionisti – attivi in ambiti diversi – che hanno contribuito al primo capitolo del libro insieme a Matteo Bassetti, Matilde Chiadò, Marco Dolfin e Wladimiro Tallini. Proprio Dolfin, autore di un volume in cui racconta la disabilità, è stato citato da Dinatale come esempio di divulgazione capace di unire competenza e sensibilità. La serata si è chiusa con un ringraziamento affettuoso alle nonne, custodi di un sapere popolare che, pur non sempre corretto, nasceva da un’epoca diversa.


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