Promossa dall’Uni3 con la partecipazione della Consulta per le Donne Borgaresi, la Festa di Primavera si è svolta nella sede del Gruppo Alpini e, tra le altre cose, ha visto un’asta benefica che ha portato alla raccolta di 500 euro.

di Giada Rapa
NUMERO DI MARZO DI SULLASCIA.NET LEGGI IL GIORNALE / SCARICA IL GIORNALE
Nonostante un meteo poco primaverile, la Festa di Primavera organizzata dall’Uni3 di Borgaro insieme alla Consulta per le Donne Borgaresi si è svolta in un clima di convivialità e solidarietà presso la sede degli Alpini.
A dare il benvenuto ai numerosi presenti è stata la prof.ssa Silvana Garbolino, che ha ricordato il duplice obiettivo dell’iniziativa: trascorrere un pomeriggio insieme e raccogliere fondi da destinare al Centro Antiviolenza “Uscire dal Silenzio” di Settimo. Conduttore dell’asta benefica è stato Stefano Stopazzola, definito “battitore d’eccellenza”, che con ironia e precisione ha guidato la vendita dei 31 oggetti messi a disposizione, frutto degli anni di lavoro manuale dei soci e delle socie dell’Uni3. L’appuntamento si è concluso con una raccolta di 500 euro, che verranno ora devoluti tramite bonifico alla realtà settimese.
Prima dell’avvio dell’asta, il presidente dell’Uni3, Marco Codegone, dopo aver ringraziato il Direttivo, il Gruppo Alpini per l’ospitalità, il presidente dell’Uni3 di San Maurizio Roberto Canova e la pittrice Valeria Landrino per la presenza, ha ribadito l’importanza di continuare a confrontarsi su temi come la violenza di genere e la parità tra uomo e donna.
La parola è poi passata alla presidente della Consulta, Cinzia Tortola, che ha ripercorso la storia del gruppo, nato nel 2020 in piena pandemia con l’obiettivo di promuovere benessere e contrastare la violenza di genere. Tortola ha annunciato la volontà di aprire in autunno uno sportello informativo per le donne vittime di violenza, portando anche i saluti della presidente del Centro Antiviolenza di Settimo, Paola Ferrero. Nel suo intervento ha richiamato dati e riferimenti normativi – dalla Convenzione di Istanbul al Codice Rosso – soffermandosi sulle difficoltà dei centri nel reperire fondi e sulla necessità di un sostegno più stabile da parte delle istituzioni. “Quella di oggi è un’iniziativa che parla di civiltà, sorellanza e vicinanza concreta” ha concluso.

