Caselle: altro confronto tra i candidati sindaci, una serata ricca di buoni propositi e battutine


Baracco, Ivaldi, Favero e Martinetto si sono ritrovati allo stesso tavolo per una seconda occasione di confronto. Risposte chiare e programmi futuri, ma non sono mancati denti avvelenati.

di Alessia Sette

Caselle – In un’aria decisamente più fresca e meno noiosa si è tenuta ieri sera la seconda occasione di confronto presso la sala Fratelli Cervi tra i candidati sindaci a Caselle, organizzata dal Risveglio. Baracco, Ivaldi, Favero e Martinetto hanno avuto più o meno tutti la prontezza di rispondere alle domande, cercando di puntare sul proprio partito. Il pubblico, variegato e fatto di molte persone attente e curiose, ha mostrato interesse e decoro, tranne qualche esclamazione colorita da parte di qualcuno. Le questioni poste sono state quelle che premono maggiormente gli stessi candidati sindaci, ma anche i cittadini: le aree ATA, i futuri rapporti con Mappano, le convenzioni, le attrattive per i giovani e i trasporti, anziani, sicurezza del territorio con annessa la percezione del problema. Se Baracco ha risposto facendo presa all’esperienza sul campo e con la nota abilità retorica, Ivaldi si è mostrata con idee semplici ma ben fondate, Favero con rapidità e in maniera soft, mentre Martinetto non ha perso occasione di punzecchiare l’uscente Sindaco con diverse frecciatine. Tutti e quattro hanno mostrato di volere davvero dare il meglio alla città: progetti e scopi futuri, con idee a volte tanto simili, ma contrapposte necessariamente per posizione.

È stata data poi la possibilità al pubblico di fare domande: ne sono state scelte tre, quali progetti per le fasce deboli, ludopatia e slot, e infine la messa in sicurezza della zona Stura. Anche in questo caso, i candidati sindaci hanno dato risposte attinenti. Quattro figure dotate di carisma, preparazione, simpatia, tenacia indubbiamente differenti. E il pubblico questo l’ha notato: commenti sottovoce, risatine e sbuffi, quando parlava uno piuttosto che un altro. Infine, l’appello al voto: trenta secondi per mettere l’attenzione su se stessi, sul partito e sui progetti futuri, trenta secondi in cui i quattro hanno cercato di brillare di luce propria, ma chi ci è riuscito davvero?


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Alessia Sette