Caselle ricorda i Caduti senza Croce


Per il secondo anno consecutivo l’amministrazione comunale ha voluto ricordare chi è morto nelle due Guerre Mondiali senza avere ottenuto degna sepoltura. Un’occasione per ricordare il passato e non commettere gli stessi errori nel presente.

di Giada Rapa

Anche quest’anno, attraverso una cerimonia essenziale, ma ricca di significato e di emozione la Città di Caselle ha voluto ricordare tutti i Caduti Senza Croce, presso lo Scrigno del Cimitero Comunale, inaugurato nel 2017 su proposta di Matteo Iacovelli, Presidente della sezione AIDO di Caselle.

Proprio a lui è stato affidato il discorso introduttivo, nel quale ha ricordato i devastanti numeri in termini di vite umane e soprattutto di dispersi – 113 mila prima, 155 mila dopo – nelle due Guerre Mondiali. “La vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi” ha commentato Iacovelli citando Cicerone e sottolineando l’importanza di questa commemorazione, che non a caso avviene proprio nella giornata dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale. La parola è poi passata all’assessora Erica Santoro. “Questo è un anniversario importante, perché dobbiamo sempre ricordare che per quei diritti che noi oggi diamo per scontati, molti hanno perso il bene più prezioso, che è la vita. Questi uomini erano figli, mariti, padri, fratelli, amici, che hanno avuto madri, mogli, figlie, fratelli, sorelle e amici che non hanno avuto la possibilità di avere una tomba sulla quale piangere i propri defunti” ha sottolineato Santoro, ricordando anche dell’importanza degli uomini e delle donne in divisa che ogni giorno ci garantiscono la democrazia.

In ultimo è intervenuto il Sindaco Luca Baracco. “Dietro ai numeri ci sono soprattutto volti, famiglie, persone che non hanno avuto una degna sepoltura. Oltre al ricordo, però, questa giornata deve anche essere da monito per il futuro. La guerra per noi è stata, ma in alcune parti del mondo continua a essere. Non dobbiamo dare per scontato che la guerra non ci sfugga di mano” ha spiegato Baracco, ponendo anche l’accento sull’importanza della storia. “La storia è una cartina che ci indica i sentieri. Se la cancelliamo rischiamo di perderci di nuovo”.

Al termine della manifestazione sono state lette alcune preghiere: la Preghiera del Carabiniere, quella a San Sebastiano Martire patrono dei Vigili Urbani, la Preghiera dell’Alpino, la Preghiera del Finanziere e quella ai Caduti Senza Croce.


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