Attraverso 8 audiovisivi si vuole porre l’attenzione sulle diverse sfaccettature di Torino e del territorio piemontese in generale. Toccando temi come il lavoro, i posti abbandonati, il Gay Pride e la fabbrica del riso.

dalla Redazione
Numero digitale di ottobre LEGGI IL GIORNALE / SCARICA IL GIORNALE
Continuano con gli incontri interessanti -sia dal punto di vista del pregio degli scatti fotografici, sia per la varietà di temi trattati- promossi dal Circolo Fotografico di Caselle e che nell’ultimo ha visto come ospiti Franco Amantea e Simonetta Cavecchia, due fotografi molto conosciuti nel settore. Durante questo incontro è stato presentato il progetto “Curiosità, tradizioni e luoghi del Piemonte”, che si è sviluppato su 8 audiovisivi, mirati a porre l’attenzione su diverse sfaccettature di Torino e del territorio piemontese.
“Articolo 1 della Costituzione” è stata una riflessione sui diritti del lavoro, a partire dagli scatti fatti alla manifestazione del 1° maggio del 2011. Perché il lavoro è vita, e quando viene a mancare la paura e le insicurezze prendono il sopravvento sulle azioni. “Torino anima complessa” è invece un documento che ha mostrato la città dal punto di vista dei luoghi abbandonati e ugualmente vissuti. Le foto avevano infatti come comun denominatore la presenza umana, in una sorta di street photo decadente. “Militari” raccoglie invece gli scatti realizzati durante la rievocazione storica, organizzata da alcuni appassionati del settore e a sfondo militare, che si tiene ogni anno nei pressi di Poirino: persone in costume, mezzi cingolati, carri armati d’epoca, jeep e moto della II Guerra Mondiale.
Si è poi passati dai Gay Pride ai messaggeri di pietra con le opere marmoree del cimitero monumentale, al raduno di spazzacamini di Santa Maria maggiore, fino a raggiungere “La scelta”, un audiovisivo ispirato a Madame Bovary e ai romanzi di Flaubert. Conclusione con “La storia di Mario”, video-intervista fotografica che mostra la vita della cascina Colombara Vercelli, compresi gli scambi commerciali, la chiesa, la struttura, il lavoro dei campi, la fabbrica del riso.
Sempre gradita la presenza degli ospiti, al fine di stimolare il confronto e la compartecipazione. “Non va dimenticato che un fotografo o un artista mette a disposizione di tutti la propria arte ed è un dono in quanto si espone al pubblico con la parte più intima di sé” ha sottolineato Doriana De Vecchi, Vicepresidente del Circolo Fotografico.

