Borgaro e Caselle: letture pubbliche per abbattere gli stereotipi e diffondere rispetto


In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, le Biblioteche Civiche sono state protagoniste con alcune iniziative dedicate.

di Giada Rapa

La lettura non è solo un mezzo per far volare la fantasia. È anche, e soprattutto, un modo per veicolare cultura e abbattere la barriera degli stereotipi. Fondamentali, quindi, le iniziative promosse dalle Biblioteche Civiche “Gianni Rodari” di Borgaro e “Jella Lepman” di Caselle in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, al fine di diffondere consapevolezza, rispetto e solidarietà verso tutti gli esseri umani.

A Caselle, il Bibliotecario Paolo Rocco ha inaugurato il progetto “Letture di Genere” – promosso insieme alla Commissione Pari Opportunità – che proseguirà fino alla fine di dicembre: una serie di letture su queste delicata tematica che ormai vede gli editori sempre più attenti e sensibili, anche su fasce d’età piuttosto giovani. “Il cambiamento culturale deve partire soprattutto dalle scuole, già dalla Primaria. Per questo sono lodevoli le iniziative di tanti editori, che con la loro professionalità pensano e promuovono libri adatti per bambini e bambine” ha sottolineato. Ecco allora che, per esempio, i pre-adolescenti potranno trovare “Noi, ragazze senza paura – Otto storie di donne coraggiose” di Daniela Palumbo; gli adolescenti e giovani adulti “VeLo spiego – Un velo contro i pregiudizi” di Tasnin Ali, famosissima anche sui social; gli adulti “Stai Zitta! – E altre nove frasi che non vogliamo più sentire” di Michela Murgia.

Un brano tratto da questo libro di Murgia è anche stato utilizzato dalla Bibliotecaria Michela Celant – della Biblioteca Civica “Gianni Rodari” di Borgaro che, in collaborazione con il Punto Giò, ha organizzato un breve momento di lettura e riflessione. Nella stessa occasione sono stati anche letti alcuni brani dall’opera multi-autore “Amorosi Assassini. Storia di violenza sulle donne”. “È importante ricordarci di essere solidali tra noi, donne e uomini, e di aiutare se sappiamo che qualcuno è in difficoltà” ha ricordato Celant rivolgendosi in particolare ai ragazzi presenti, ribadendo anche l’importanza delle emozioni provate. Successivamente è stato fatto un minuto di rumore – battendo le mani e i piedi – per far sentire la propria contrarietà alle forme di prevaricazione. In conclusone, i ragazzi del Centro Giò hanno consegnato ai presenti un bigliettino – avvolto da un nastro rosso – con una frase del libro di Murgia.


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