Caselle: una serata di riflessione sulla condizione delle donne in Iran


Promosso dall’InterCircolo PD Borgaro-Caselle-Mappano e dal Circolo dei Giovani Democratici Torino Nord, l’incontro ha toccato diversi temi. Lunedì 16 dicembre si replica discutendo sull’autonomia differenziata.

di Giada Rapa

L’unione fa la forza, si sa, e per questo motivo il Circolo dei Giovani Democratici Torino Nord – guidati dal casellese Andrea Borello – sta collaborando con l’Intercircolo PD Borgaro-Caselle-Mappano al fine di promuovere serate di dibattito e di interesse pubblico. Una di queste è prevista a Mappano, in Sala Lea Garofalo, lunedì 16 dicembre, per parlare di autonomia differenziata.

Venerdì 6 dicembre invece, presso la Sala Giunta di Caselle, si è tenuta la serata “A Capo Scoperto”, per parlare della condizione delle donne iraniane a poche settimane dalla ricorrenza del 25 novembre, ma anche a pochi giorni – come ricordato dalla Portavoce Regionale Donne Democratiche Viviana Garbagnoli in una lettera, non avendo potuto partecipare all’evento – dalla Giornata Internazionale dei Diritti Umani del 10 dicembre. Collegata da casa poiché influenzata Elena Miglietti, coordinatrice regionale di GiULiA – Giornaliste Unite Libere Autonome – che ha sottolineato la forza e il coraggio delle colleghe che operano in Iran, permettendo così di portare a conoscenza dell’opzione pubblica fatti atroci. Come la punizione impartita alla studentessa Ahou Daryaei che, dopo essersi spogliata nel piazzale dell’Università di Teheran, è stata sottoposta a TSO ed elettroshock. Miglietti ha anche posto l’attenzione sul nostro paese, dove in tempo di guerra gli stupri venivano perpetrati per convincere le donne a svelare i nascondigli dei partigiani. “80 anni non sono nulla nella storia di un paese. Parlarne come se fosse una cosa così lontana da noi significa che necessitiamo di un’iniezione di memoria. Le giovani donne devono ricordarsi che tutto ciò che hanno è una sorta di piuma in mano, che si può perdere in pochissimo tempo”.

Particolarmente intenso l’intervento dell’avvocata e attivista Deniz Kivage – giunta all’incontro da Milano – che ha raccontato come, in 45 anni di regime, qualsiasi forma di opposizione in Iran sia sempre stata repressa. “Nel 2022 – a seguito della morte di Mahsa Amini – si è vissuta una stagione inedita, dove uomini e donne si sono riversati nelle piazze iraniane e lo stesso è stato fatto in Europa e in America dalla comunità iraniana della diaspora, creando un movimento di carattere transnazionale. A oggi le manifestazioni non sono più quelle del 2022, ma la lotta continua, anche se si tratta di proteste pacifiche. Essendo l’Iran militarizzato è infatti impossibile per il popolo iniziare una lotta armata. Tuttavia il grido di libertà è ancora molto forte e l’episodio di Ahou ha riacceso i riflettori su quello che è il sentire della popolazione iraniana”. Kivage ha anche sottolineato la necessità, per tutti, di mantenere alta l’attenzione attraverso un “enorme esercizio di vigilanza e controllo” soprattutto a seguito della situazione politica internazionale.

L’ultimo intervento è stato affidato a Sveva Sapino, segretaria dei GD della Federazione di Torino, interrogandosi sul nostro ruolo “per sostenere qualcosa che appare così lontano”, affermando che “i movimenti femministi dovrebbero avere un approccio diverso, poiché indossare il velo può anche essere frutto di una libera scelta. Non dobbiamo spiegare alle donne come dovrebbero emanciparsi”. A conclusione della serata le due moderatrici, Angela Grimaldi e Mara Milanesio, hanno fatto una serie di riflessioni sulla figura delle donne in politica e sulla devianza del controllo della sessualità, evidenziando di mettere sempre al primo posto l’autodeterminazione di se stessi.


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