Durante l’inaugurazione della struttura di viale Bona, intitolata alla memoria della 17enne siciliana Graziella Campagna, è anche stata conferita la cittadinanza onoraria a Pino Masciari.

di Giada Rapa
La consegna dell’edificio di viale Bona alla Protezione Civile non è soltanto un atto amministrativo, ma un passaggio denso di significato. La mattinata del 20 aprile, scelta per l’inaugurazione ufficiale della nuova sede, ha visto riunirsi numerose autorità del territorio proprio per il valore simbolico dell’evento: un bene che per anni era stato teatro di illegalità, poi confiscato, diventa oggi uno spazio restituito alla comunità, dedicato alla protezione dei cittadini. Alla cerimonia erano infatti presenti autorità civili e militari, associazioni impegnate nella promozione della legalità, la Dirigente Scolastica e una delegazione di studenti dell’Istituto Comprensivo, protagonisti del percorso che ha portato alla scelta del nome da attribuire alla struttura: Graziella Campagna, la giovane siciliana uccisa a 17 anni nel 1985.
Ad aprire la mattinata è stato il sindaco Giuseppe Marsaglia, che ha rivolto un pensiero alle autorità presenti e, in particolare, alle scorte e agli operatori che ogni giorno garantiscono sicurezza sul territorio. Ha ringraziato anche polizia locale e forze dell’ordine, evidenziando come il loro lavoro sia spesso difficile ma indispensabile. Parole di riconoscenza sono state rivolte inoltre alle istituzioni che hanno collaborato con il comune per ottenere l’immobile e alla Regione Piemonte, che ha sostenuto in modo significativo la ristrutturazione. Sono poi seguiti diversi interventi. Il vicepresidente regionale Maurizio Marrone ha definito la giornata “una festa della comunità”, sottolineando che la lotta alla mafia è una responsabilità trasversale e condivisa, e che la restituzione dei beni confiscati rappresenta uno dei passaggi più significativi di questo impegno. Ha parlato di una battaglia innanzitutto culturale, che richiede unità e continuità, ringraziando per il coinvolgimento delle scuole e ribadendo che sfide di questo tipo si possono vincere solo insieme. Sulla necessità di unità di intenti ha puntato anche Ludovica Cioria, vicepresidente del consiglio comunale di Torino, evidenziando il dovere di tenere alta l’attenzione per coloro che combattono quotidianamente contro la criminalità organizzata.
Il referente piemontese di Libera, Andrea Turturro, ha invece puntato sul duplice significato della giornata: non solo per la restituzione del bene alla comunità, ma anche perché il Piemonte, pur essendo la settima regione per numero di confische, resta tra le ultime per riutilizzo effettivo dei beni sottratti alla criminalità. La Dirigente Scolastica Giuseppa Muscato ha invece raccontato il percorso svolto dalle classi quinte nell’ambito dell’Educazione Civica: un lavoro trasversale che ha portato gli studenti a riflettere sul significato di legalità, giustizia e responsabilità. La scelta del nome – tra Michele Fazio e Graziella Campagna – è stata votata dagli stessi alunni, che hanno compreso come il voto sia “un diritto, ma anche un dovere”.
Momento particolarmente intenso è stato l’intervento di Pino Masciari, imprenditore e testimone di giustizia, a cui la città ha finalmente consegnato la cittadinanza onoraria conferita nel 2022. Masciari, che ha voluto accanto a sé un altro testimone, il casellese Mauro Esposito, ha parlato con forza della sua esperienza, rammentando come la legalità sia un impegno quotidiano. “Lo Stato deve riconquistare ogni giorno ciò che la mafia ha sottratto: chi vede un reato e si volta dall’altra parte è complice. La legalità appartiene a tutti”. Il coordinatore della Protezione Civile, Pierluigi Bartelloni, ha espresso gratitudine per la fiducia ricevuta. “Questa non è solo la nostra nuova sede operativa, ma la casa di tutta la comunità. È una pagina nuova che si apre” ha dichiarato.
La cerimonia si è conclusa con l’intervento del fratello di Graziella, Pasquale Campagna, che in collegamento video ha ricordato la giovane come “una ragazza semplice, con sogni normali”, la cui storia continua a parlare alle nuove generazioni e con la benedizione di don Claudio.

