Nonostante nuovi rilevamenti da parte dell’Arpa, nessuna svolta sul “mistero” della puzza di gas che da ormai tre settimane ammorba la zona. Un questionario per monitorare la situazione. Intanto c’è chi minaccia denunce.
di Giada Rapa
Mappano – Sono passate ormai tre settimane da quando la cittadina, soprattutto la zona a sud, ha iniziato a essere pervasa da uno strano odore, molto simile a quello del gas senza averne però alcuna correlazione, che provoca malesseri come forti mal di testa e senso di nausea. Sfortunatamente, nonostante i numerosi interventi dei tecnici dell’Italgas e dell’Arpa, le cause e soprattutto la provenienza del fetore restano ancora ignote. Nei giorni scorsi sembrava che gli stessi tecnici avessero individuato più o meno l’area di provenienza dei miasmi, ma neanche questo fatto è ormai più certo.
“Martedì sera alle 20.30 c’è stato un nuovo intervento da parte dei tecnici dell’Italgas, che in queste settimane ha già effettuato numerosi interventi e che ha escluso una fuga di gas. Anche le ditte della zona sono state oggetto di accurati controlli e nessuna sembra essere la responsabile di questa puzza. L’Arpa ci ha ora consegnato dei questionari da compilare nei prossimi 20/30 giorni per cercare di avere un’idea più chiara della situazione” ha spiegato l’assessora al Decentramento del Comune di Borgaro, Marcella Maurin, che, da mappanese, vive il problema in prima persona. “L’unico consiglio che al momento posso dare è di rivolgersi al proprio medico curante o al Pronto Soccorso in caso di malessere” ha concluso.
“Non possiamo negare la nostra preoccupazione – ha invece commentato il Sindaco borgarese Claudio Gambino – perché stiamo affrontando una situazione davvero particolare. Comprendo il disagio e l’arrabbiatura dei cittadini, ma trovare una soluzione non è facile, perché l’odore è qualcosa che non si può vedere. Stiamo lavorando con impegno per trovare la fonte del problema. Al momento non c’è alcun referto che evidenzi un problema di salute pubblica, ma invito i cittadini a recarsi alle strutture sanitarie se dovessero stare male”.
Intanto, proprio tra i cittadini inizia a montare la rabbia e la costernazione per una vicenda che sa quasi dell’incredibile. Soprattutto sui social media si leggono sempre più spesso post di utenti che lamenta malesseri e qualcuno minaccia anche denunce alla Procura della Repubblica.

