Mappano: 260 mila euro in Bilancio per spese legali, perplessa la minoranza


La cifra fa riferimento ai conti previsionali dei tre anni a venire. L’amministrazione del neo ente si prepara al lungo braccio di ferro per il recupero dei presunti crediti richiesti dalla ex frazione ai Comuni cedenti di Borgaro, Caselle, Leinì e Settimo.

Mappano – Che il Sindaco Francesco Grassi e la sua Giunta siano molti inclini all’utilizzo delle carte bollate per rivolgersi ai Tribunali e alla Procura si era già capito da tempo, ma quello che emerge dai Bilanci di Previsione dei prossimi tre anni sembra delineare una strategia rivolta allo scontro legale per regolare i conti con le amministrazioni dei comuni cedenti da cui la ex frazione si è staccata. E dai quali la stessa pretende somme ingenti perché i soldi che i mappanesi hanno versato nelle casse di Borgaro, Caselle, Leinì e Settimo non sono ritornati in toto sul territorio in forma di investimenti e servizi.

A sollevare il caso ci ha pensato per prima Federica Marchese, membro di minoranza del gruppo Uniti per Mappano, che nel Consiglio Comunale che si è svolto ieri, giovedì 12 aprile, ha chiesto lumi sui 260 mila euro che la neo amministrazione ha destinato nel periodo 2018/2020 al capitolo di spesa relativo alle spese legali. Domandando più volte quale sia la strategia della maggioranza anche alla luce del recente ritiro dell’istanza di sospensiva relativa al ricorso al TAR intentata dal Comune di Mappano contro quelli di Caselle e Borgaro sullo scioglimento del CIM. “Si spendono soldi pubblici per fare causa e poi ci si ritira” ha sostenuto in buona sostanza la consigliera, chiedendo il perché di questo atteggiamento. Stessa cosa hanno poi fatto Roberto Tonini, di Facciamo Mappano, e Valter Campioni, ancora di Uniti per Mappano.

A rispondere alle perplessità della minoranza ci ha pensato il Sindaco Grassi. “Il Comune di Mappano non si diverte ad agire per via giudiziaria, ma costretto per l’atteggiamento degli altri comuni” ha esordito il primo cittadino. “Preso atto che da parte di questi non c’è la volontà di rinunciare ai loro ricorsi al TAR contro Mappano Comune – ha proseguito – abbiamo deciso di tutelare i diritti dei cittadini di Mappano per avere quello che è giusto. Senza abbandonare la possibilità di negoziare un percorso condiviso”. Grassi ha motivato la scelta mappanese di rivolgersi al TAR per contestare i bilanci degli altri comuni perché questi continuano a negare le entrate passate spettanti a Mappano ma incassate da loro. “Non esiteremo a impugnare anche i bilanci del 2018 contro i comuni che non terranno conto di queste entrate” ha concluso minaccioso il Sindaco.

Ma al di là delle parole di fuoco, di tattica e strategia, la prossima settimana dovrebbe tenersi un incontro distensivo tra Mappano e Caselle, con l’obiettivo, come ha sostenuto Grassi, di “creare anche con Borgaro un tavolo permanente” intercomunale per tentare di risolvere le tante problematiche ancora aperte che rallentano il decollo della nuova municipalità..


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Giovanni D'Amelio