Il Museo Diffuso della Memoria e della Resistenza si presenta a Mappano


Durante la serata organizzata dall’amministrazione comunale in occasione della Giornata della Memoria, hanno partecipato anche i ragazzi che hanno partecipato al Treno della Memoria per condividere la propria esperienza.

di Giada Rapa

Un patrimonio incredibile e in continua evoluzione. E stando alle spiegazioni fornite da Roberto Mastroianni, Direttore della Struttura, e Andrea Ripetta, Responsabile dei Progetti Educativi e per le Scuole, il Museo della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà lo è davvero.

“Il concetto di Museo Diffuso indica lo stretto rapporto con il nostro territorio e l’impegno a favore della valorizzazione dei luoghi di memoria. Alcuni non si vedono e sono nascosti, come il rifugio anti-aereo. Altri sono diventati luoghi della memoria ancora prima della fine della guerra, come il Santuario del Martinetto. Altri sono pienamente visibili, come Piazza Castello e la Stazione di Porta Nuova, simbolo dello sfollamento e della deportazione” ha spiegato Ripetta. Entrambi hanno poi parlato nel dettaglio dell’allestimento permanente “Torino 1938 – 1948. Dalle Leggi Razziali alla Costituzione”, che rievoca la vita quotidiana durante la guerra, l’occupazione tedesca, la Resistenza e il ritorno alla democrazia, attraverso le immagini, i suoni e le voci dei testimoni, presentati in una originale installazione multimediale.

Ripetta ha anche ricordato uno dei progetti più coinvolgenti del Museo, ovvero quello che riguarda la Pietre d’Inciampo. Le piccole targhe di ottone realizzate su cubetti di pietra, nate su iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig al fine di restituire un’identità alle tante vittime dell’olocausto, riportano infatti nome della persona deportata, l’anno di nascita, la data e il luogo dell’arresto, della deportazione e della morte. La prima edizione dell’iniziativa a Torino, tenutasi il 10 e l’11 gennaio 2015, ha visto la posa di 27 pietre in cinque Circoscrizioni. Con l’edizione 2019 dell’iniziativa le pietre d’inciampo installate sul territorio cittadino sono aumentate raggiungendo il numero complessivo di 108.

Prima della descrizione delle attività del Museo, il moderatore della serata, lo storuco Davide Aimonetto, ha dialogato con Davide Bellosta, Alice Spanu e Mattia Paparella, i giovani mappanesi che hanno preso parte al Treno della Memoria -insieme a Mattia Canella che, influenzato, ha preferito non partecipare attivamente alla discussione, ma ha prestato le foto- al fine di condividere le loro impressioni e le loro emozioni. “Dopo aver visto Auschwitz ci si pone delle domande. Questo è un viaggio nella memoria, nella storia europea, ma soprattutto un viaggio estremamente personale” ha dichiarato Aimonetto, sottolineando l’importanza di continuare a fare memoria, soprattutto in un periodo storico in cui molti sembrano essersi dimenticati di quanto accaduto o peggio tendono a negarlo.


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