Al Valentino la prima Pokémon Go Street Parade


TORINO – Dopo New York, Pechino e Tokio anche in città si scatena la caccia alle creature virtuali nel mondo reale, un gioco per smartphone reso possibile da un’app della Nintendo.

di Marco Bani

2Mercoledì 20 luglio c’è stata la prima parata cittadina dedicata al nuovo fenomeno sociale che sta coinvolgendo persone di ogni età e ceto sociale. L’appuntamento era alle 20.30 all’Arco del Valentino, poi via per tutto il parco e lungo il Po, tutti insieme a caccia di Pokémon e sfide nelle varie palestre che s’incontrano sulla strada. Dopo la caccia, per tutti i partecipanti all’evento, festa al The Beach dove si è concluso a suon di musica il primo PokeTour torinese.

Ma cos’è il Pokémon Go? E’ nuovo gioco che sta facendo impazzire i giovani, e non solo, di mezzo mondo, creando anche problemi e pericoli per chi, concentrato sulla caccia, si estranea dalla realtà circostante con tutto quello che si può immaginare possa succedere. Pokémon Go è un’app per smartphone ideata dalla Nintendo che permette di giocare utilizzando la geo localizzazione e la fotocamera per trovare e catturare le creature nel mondo reale. Per facilitare la caccia, nell’angolo in basso a destra dello schermo del cellulare, c’è un rettangolo espandibile che segnala i Pokémon nei dintorni. Il gioco riprende alcune linee guida dei primi videogiochi per il Game Boy, la differenza è che in Pokémon Go, ogni giocatore deve vagare per il mondo, quello vero, e cercare di catturare i personaggi che trova per le strade, i parchi e gli edifici, rendendoli poi più forti attraverso le sfide contro quelli di altri giocatori. Per proseguire nel gioco e superare i livelli, è necessario avere una serie di strumenti che possono essere trovati grazie a delle mappe evidenziate in blu.

Pokèmon Go potrà essere solo la moda del momento, diffusasi come una pandemia, ma quello che si è visto mercoledì al Valentino, e che si vede ormai giornalmente in altri luoghi del pianeta, ha una dimensione che si può considerare sia sociale sia social, varcando il confine del gioco virtuale. Non più giovani soli, chini sul proprio cellulare ma gruppi di amici che insieme passeggiano alla ricerca di Pokémon, non solo al Valentino, ma anche per le vie della città in luoghi d’interesse storico che, alcuni, vedono forse per la prima volta.

Un fenomeno destinato a durare o una meteora di passaggio?


Commenti

commenti

Giovanni D'Amelio