
TORINO – A tre anni dalla prima manifestazione in opposizione alla realizzazione nel viale di un parking interrato, il comitato di cittadini che guida la protesta si ritrova oggi pomeriggio per un brindisi con la cittadinanza.
di Giovanni D’Amelio
Sono passati ormai tre anni esatti da quel 4 luglio 2013, quando, circa 300 persone si ritrovarono in corso Marconi per piantumare un piccolo albero. Una prima protesta messa in atto dal Comitato spontaneo Salviamo corso Marconi per dire no all’ipotesi di costruzione del parcheggio interrato pertinenziale deciso dall’amministrazione centrale nonostante il parere negativo della Circoscrizione. In quell’occasione iniziò una raccolta fondi che tempo dopo porterà il Comitato ad appellarsi al TAR contro l’apertura del cantiere da parte della ditta Gestinord, il privato che a proprie spese si era aggiudicato il bando dei lavori. Salvaguardia dell’alberata storica del viale, inutilità dell’opera e pericoli idrogeologici per il sottosuolo i motivi principali di questa contrapposizione.
Oggi pomeriggio, lunedì 4 luglio 2016, alle ore 18.30, all’altezza del civico 23, proprio davanti a quell’alberello diventato il simbolo della contestazione, si terrà un brindisi per fare il punto della situazione e constatare che la lotta fin qui portata avanti ha bloccato ogni tipo di iniziativa. “La concessione a Gestinord è stata revocata – ha comunicato Umberto Capra, Presidente del Comitato – e ora ci aspettiamo l’abbandono del progetto da parte della nuova amministrazione comunale”.
IL PROGETTO DEL PARKING – Secondo il progetto esecutivo, l’autorimessa si disloca su 2 piani interrati per un totale di circa 230 posti auto da mettere in vendita. Il costo dell’opera, completamente a carico del privato, è di quasi 3,5 milioni di euro. Il parcheggio dovrà essere realizzata nel tratto di corso Marconi che va da via Madama Cristina fino in corso Massimo D’Azeglio. A carico della ditta concessionaria anche la sistemazione superficiale dell’intero corso, che nella parte centrale prevede la nascita di un’area pedonale (costo presunto 1,5 milioni di euro).

