Profughi a Cavoretto: accolti 25 e “non sono previsti ulteriori arrivi nei prossimi giorni”


2TORINO – Lo ha comunicato oggi in Sala Rossa l’assessora Schellino rispondendo ad alcune domande sull’argomento. Intanto nel quartiere collinare la preoccupazione degli abitanti è altissima.

di G. D’Amelio

Sulla vicenda dei richiedenti asilo accolti nell’ex hotel Parco Europa di Cavoretto ha parlato oggi pomeriggio in Consiglio Comunale l’assessora al Welfare Sonia Schellino rispondendo ad alcune domande del leghista Fabrizio Ricca. “Quindici profughi – ha affermato l’esponente di Giunta – provengono dal centro polifunzionale della Croce Rossa di Settimo e dieci da altre strutture di prima accoglienza. Sono arrivati il 26 e 27 luglio e non sono previsti ulteriori arrivi nei prossimi giorni”. L’assessora ha poi aggiunto che non è competenza del Comune decidere di accoglierli o meno, dato che questa scelta spetta unicamente al Ministero dell’Interno. “Inoltre – ha concluso Schellino – la loro accoglienza è affidata alla cooperativa Carapace che ha compiti di sorveglianza, garantita anche dalla Polizia municipale, e di allestimento di programmi di inserimento”.

Smentita quindi al momento l’accoglienza di altri 25 profughi, notizia circolata insistentemente in questi giorni. Tuttavia a Cavoretto sono tantissime le preoccupazioni degli abitanti per questi arrivi e nei giorni scorsi non sono mancati anche momenti di tensione. “Ribadisco che la scelta della Prefettura di mandare i profughi nel nostro quartiere è sbagliata – ha affermato Cristiana Tommasi, ex coordinatrice in Circoscrizione 8 e molto conosciuta nella zona – perché il borgo non offre soluzioni di impiego per queste persone. Inoltre i profughi, in buona parte eritrei, sono tutti maschi compresi nella fascia d’età tra i 18 e i 40 anni. La gente che abita qui non è tranquilla e ci sono continue riunioni per capire cosa fare. Personalmente domani pomeriggio incontrerò il neo Presidente della Circoscrizione 8, Davide Ricca, per metterlo al corrente della situazione e ottenere da lui l’aiuto delle istituzioni per gestire una situazione per nulla semplice”.


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Giovanni D'Amelio