LA RIFLESSIONE – Le bollette a 28 giorni sono illegittime e danno diritto al rimborso


Secondo le categorie dei consumatori e l’Agcom pagare una fattura telefonica ogni 4 settimane anziché con cadenza mensile è un vero e proprio “trucchetto” per far spendere di più gli utenti.

di S. N.

Pagare una bolletta telefonica ogni 28 giorni anziché con cadenza mensile, significa pagarne 13 e non 12 in un anno. In buona sostanza, così facendo, ogni utente ogni anno “regala” alla propria compagnia telefonica il pagamento di una bolletta non dovuta. Tradotto in denaro: il rincaro per il cittadino si aggira intorno all’8,6% in più ogni anno, mentre l’illegittimo guadagno per la compagnia telefonica corrisponde ad una vera e propria tredicesima. Per fortuna “il trucchetto” – portato avanti dal 2015 – è stato scoperto e con una delibera dello scorso marzo è intervenuta anche l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) per “costringere” gli operatori a porre fine a questa pratica. Le compagnie telefoniche avevano 90 giorni di tempo per “mettersi in regola”.

Nonostante tale monito, però, gli operatori non si sono ancora adeguati, continuando ad emettere fatture ogni 28 giorni anziché mensilmente. L’Agcom, dunque, ha deciso di avviare procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche.

COSA FARE? – Aspettando che gli operatori si adeguino alle regole imposte dall’Agcom, è bene comunque non restare con le mani in mano e chiedere quanto prima alla propria compagnia telefonica il recesso dal contratto e sceglierne un’altra che non applichi la fatturazione a 28 giorni. Resta comunque fermo il diritto degli utenti ad ottenere il rimborso di quanto pagato in eccedenza. A tal fine si hanno due possibilità: rivolgersi ai Co.re.com, ossia i comitati regionali per le comunicazioni. Si tratta di organi funzionali all’Agcom, che hanno il compito di tentare una conciliazione nelle controversie in materia di telecomunicazioni tra utenti e operatori; inviare direttamente un reclamo alla propria compagnia telefonica con richiesta di rimborso di quanto versato in eccedenza.

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Giovanni D'Amelio