Rottamazione bis delle cartelle esattoriali


Torna on line la nostra rubrica sui consigli di natura legale. Questa domenica parliamo dell’ipotesi del Governo di ripetere l’iniziativa di pagare le tasse arretrate in misura ridotta. Potrebbero essere migliaia i cittadini scartati nella prima sanatoria che potrebbero accedervi. 

di S. N.

Il governo sta pensando ad una nuova rottamazione bis delle cartelle esattoriali per tutti coloro che hanno saltato la prima sanatoria. L’obiettivo dello Stato è quello di fare cassa, per raccogliere le risorse necessarie a tutte le misure previste per il 2018 dalla nuova Manovra di Bilancio. La nuova sanatoria dovrebbe avere gli stessi requisiti della prima. Sebbene si tratti ancora di un’ipotesi sul tavolo di lavoro, la conferma potrebbe arrivare a breve. Con le risorse prelevate dalla rottamazione bis, il governo potrebbe investire su alcuni dei suoi cavalli di battaglia. Innanzitutto la riduzione del cuneo fiscale per i giovani. In seguito alcune manovre correttive sulle pensioni. Senza dimenticare le misure per la lotta alla povertà.

 Bisognerà certamente capire quali e quante sono le risorse da destinare alla seconda sanatoria. Per ora si hanno solo le stime delle entrate nelle casse dello Stato. Agli 1,8 miliardi di euro raggiunti attualmente, si dovrebbe arrivare entro la fine del 2018 (quindi entro la fine della prima rottamazione cartelle) a 7,2 miliardi di euro. Soldi che poi sarebbero reinvestiti dal Governo per finanziare le nuove misure. Sotto questo aspetto, la rottamazione bis delle cartelle esattoriali potrebbe diventare presto realtà. E i criteri dovrebbero essere con ogni probabilità gli stessi della prima sanatoria.

Il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha già lanciato l’idea di riaprire la rottamazione sia ai ruoli notificati nei primi quattro mesi del 2017 sia a quelle migliaia di contribuenti che hanno presentato domanda di adesione alla definizione agevolata ma che per vari motivi il sistema ha scartato. Si tratta di tutti coloro che non erano in regola con i vecchi piani di rateizzazione de debiti fiscali e contributivi. Ci sono poi anche “i maxi-debitori” ossia quei contribuenti, con debiti da definire in via agevolata particolarmente consistenti, i cui bonifici seppur effettuati nei termini di legge sono arrivati di fatto nei gorni successivi.

 

 

 

 

 

 

 


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Giovanni D'Amelio