MONDO ANIMALE – L’IPERTIROIDISMO FELINO


Torna la rubrica domenicale dedicata ai nostri amici cani e gatti. A curarla e a dare consigli utili una dottoressa veterinaria che opera sul territorio.

di Arianna Cannella

Montréal, le 25 juillet 2006. Vaccination du chat Pickle.

Causato ad un’elevata produzione e rilascio degli ormoni tiroidei T3 e T4, l’ipertiroidismo è forse la disendocrinia più frequente nella specie felina, causato dalla presenza in genere di adenomi a livello della tiroide, più raramente carcinomi. Possono esserne affetti i soggetti anziani, oltre gli otto anni di età, con una media di tredici anni, senza predisposizioni di sesso o di razza.

SEGNI CLINICIAumento dell’appetito (polifagia) associato ad una perdita di peso, vocalizzazioni anomale, alterazioni del comportamento, aumento della sete, vomito, cambiamento nella conformazione delle feci, in genere diarroiche ma a volte si può riscontrare la presenza di stipsi. Segno comune è l’iperattività, a cui può seguire in una fase successiva abbattimento, apatia, letargia e inappetenza; un segno meno frequente è la ventroflessione del collo. Durante la visita clinica, si può rilevare un aumento delle dimensioni delle ghiandola tiroidea, situata a livello dei primi anelli tracheali, non palpabile in condizioni normali; può esser percepita come un nodulo mono o bilaterale. Durante l’auscultazione si riscontra spesso una tachiaritmia, che può esser associata alla presenza di soffi cardiaci di varia intensità. Tramite esami di laboratoriosi riscontrano: aumento dei valori di T4, ALT, ALP, Bun e Creatinina, iperfosfatemia, iperglicemia.

TERAPIA – L’ipertiroidismo può esser trattato in modi  differenti: chirurgicamente, tramite l’asportazione della tiroide, in genere di entrambi i lobi, con il pericolo però di causare un ipoparatiroidismo secondario (le paratiroidi sono anatomicamente vicine alle tiroidi, quindi asportando le seconde si possono accidentalmente togliere le prime); iodio radioattivo, permette la distruzione delle cellule malate, richiede però di essere effettuata tale terapia in strutture specializzate, farmaci antitiroidei, agiscono bloccando la conversione intratiroidea delle iodotironine in T3 e T4 (questi farmaci sono il metimazolo e il suo precursore, il carbimazolo, in forma di compresse, soluzione orale o gel transdermico), alimentazione, negli ultimi anni viene commercializzata una linea dietetica con un basso contenuto di iodio, che in taluni casi può sostituire la terapia farmacologica per l’ipertiroidismo. Una volta instaurata la terapia, è necessario eseguire degli esami seriali dell’attività tiroidea e della funzionalità degli altri organi, in particolare del rene, in quanto può talvolta verificarsi una riduzione della capacità della filtrazione glomerulare alla riduzione della concentrazione degli ormoni tiroidei.


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Giovanni D'Amelio