VOLONTARIATO – LA SESTA SQUADRA DELLA CROCE VERDE TORINO, SEZIONE BORGARO E CASELLE


Di seguito la sesta puntata rivolta alla scoperta di chi, in modo gratuito e disinteressato, ha deciso di dedicare del tempo, sottratto alla famiglia, al riposo, allo svago, per mettersi a disposizione del prossimo. Come sempre a raccontarci questo viaggio è uno dei fondatori del gruppo locale dell’ente.

di Mauro Giordano

Il sei ( 6 )  è un numero perfetto perché  è pieno di risorse,   proprio come la sesta squadra della sezione di Borgaro – Caselle che abbiamo visitato nel corso del nostro viaggio che stiamo percorrendo  all’interno della Croce Verde. La “sesta “è veramente una squadra piena di risorse: partendo dal numero dei militi che la compongono e proseguendo per una serie di particolarità che caratterizzano unicamente questo nucleo di soccorritori volontari. Già perché  all’interno della stessa troviamo ancora un milite  – in servizio – tra i fondatori della Sezione borgarese: ormai da oltre quarant’anni presente e puntuale  ogni nove notti ed ogni nove festività  ai turni di guardia: Giuseppe Vigna Suria. E ci sia concessa la deroga alla privacy, di lui siamo onorati di citare nome e cognome. Ma la perfezione della squadra la troviamo in quell’affiatamento, in quell’affetto, in quel legame unico che i nostri militi  hanno saputo creare e crearsi, in anni e anni di puntuale, rigoroso impegno, volontario e disinteressato. Loro sono l’opposto del motto della Croce Verde “Incontriamoci mai ci siamo sempre“, per loro vige “incontriamoci, ci siamo sempre“.

E puntuali alle venti, eravamo anche noi all’appuntamento che ci era stato prefissato per respirare (nuovamente e con nostalgia) un po’ di “aria verde“. La piacevole cena, a cui siamo stati graditi ospiti, è un momento al quale la sesta non manca mai dovendo appunto rispettare – rigorosamente – l’orario di inizio turno: le venti appunto. Così i nostri militi e militesse – Beppe, imprenditore ingegnere, Guido, pensionato, Fulvia, da poco pensionata ma gli amici ci dicono che “lavora a tempo pieno in tutte le associazioni di volontariato borgaresi, Erika, commessa e giovane mamma di due bimbi, Mauro, operatore socio assistenziale presso un ospedale torinese, ed infine Ellis, libero professionista – sono serenamente e affabilmente seduti al tavolo della sala militi. Ma all’appello mancano ancora Elisa, medico chirurgo vascolare , in servizio per lavoro e ampiamente giustificata per l’assenza , e Riccardo, all’estero per impegni personali. Dunque otto militi effettivi, che garantiscono sempre la copertura di almeno due equipaggi per turno, suddivisi su due unità da tre/quattro militi. Infatti, appena seduti a tavola, il telefono del 118 chiede l’urgenza di una ambulanza all’aeroporto Sandro Pertini: un passeggero in partenza  necessita di ricovero ospedaliero urgente. Guido ,Erika e Mauro sono i tre militi addetti al servizio: l’ambulanza è già pronta, i bulbi blu accesi, l’autista alla guida chiede l’ok alla partenza al milite sul retro ambulanza, il tempo di uno scatto fotografico per il giornale e il mezzo svanisce lasciando dietro di se il colore azzurro dei diffusori luminosi che si fondono nell’acquerugiola della fresca notte di inizio inverno. I rimanenti militi proseguono nella sobria cena, ma… non vediamo più rientrare l’equipaggio. A volte i tempi di un servizio sono anche molto lunghi ed al termine, già vi è in coda ed in attesa , magari meno urgente, un altro intervento. Al nostro equipaggio mancherà sicuramente una fetta di quella  meravigliosa torta margherita appena sfornata e sicuramente voluta per onorare la presenza di questo ospite.

Così, riprendendo i nostri colloqui rimasti in sospeso, scopriamo che questa sesta è veramente speciale: fra i numerosi aneddoti che ci vengono raccontati, veniamo a sapere come questa sesta abbia effettuato due servizi – di due partorienti – molto particolari e toccanti: un neonato venuto alla luce proprio sull’ambulanza di corsa verso l’ospedale di Cirié, senza che nessuno dovesse praticare alcuna manovra particolare – e questa è  la meraviglia del creato!. Il secondo, venuto alla luce in casa, è salito con mamma e papà sull’ambulanza e, portato all’ospedale, il medico ha semplicemente certificato l’avvenuta nascita di un nuovo cittadino… borgarese. Si, perché il primo vagito è stato emesso nel territorio del Comune di Borgaro. E poi ancora, questa squadra si può fregiare di aver offerto anche un milite – Guido – nel terremoto de L’Aquila dove si è distinto per la particolarità dei servizi che ha offerto alla sventurata popolazione e, molto più recentemente anche ad Amatrice, sempre Guido, dove i ricordi di feriti sono ancora ben impressi nella sua mente. Guido evita particolari, sicuramente drammatici di quei momenti: si limita a dire che Amatrice fu ben diverso da L’Aquila. E allora si che questa squadra merita la lode e la menzione, proprio come da poco festeggiato: Volontari da 110 e lode (in ricordo dei 110 anni di fondazione della Croce Verde Torino. Congedandosi, il capo squadra Beppe ci dice: “quando uscirà l’articolo ti aspettiamo qui dove sei adesso e commenteremo il tuo pezzo”.


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Giovanni D'Amelio