Tegole, aerei, tasse e rischio sicurezza: ancorare i tetti o ruotare la pista di qualche grado?


48749-800x533-500x333Sul problema sta per partire una nuova raccolta firme da parte dei cittadini casellesi. Un giro di opinioni tra le forze politiche che siedono a Palazzo Civico per capire quale può essere la soluzione.

di Giovanni D’Amelio

Caselle – Quello dei tetti “risucchiati” dal passaggio degli aerei è una criticità che in città si rinnova nel tempo. E nel tempo si sono succedute petizioni, articoli di giornali e lunghe discussioni in Consiglio Comunale. Anzi, il Movimento 5 Stelle fa sapere che sull’argomento presto tornerà all’attacco, allestendo banchetti informativi e sostenendo anche una nuova raccolta firme che a breve dovrebbe essere promossa da alcuni residenti più esposti ai danni procurati dai velivoli. Ma a livello politico quali sono le proposte avanzate dai vari schieramenti?

Il Sindaco Luca Baracco, a nome della maggioranza, suggerisce due vie. “La prima, più difficile da praticare, è arrivare ad applicare anche in Piemonte l’Iresa (Imposta Regionale sulle Emissioni Sonore degli Aeromobili Civili, a carico delle compagnie aeree, ndr)), in maniera da reperire fondi per ancorare i tetti più esposti ai danni, ma a livello istituzionale non sembra che ci siano segnali su questa via. La seconda, è creare un fondo alimentato dal Comune di Caselle, dalla Regione Piemonte, da Alenia e Sagat. Ogni ente dovrebbe mettere circa 80 mila euro all’anno per andare incontro a parte alle spese sostenute dai residenti colpiti dai sinistri”.

Per i grillini “L’amministrazione comunale e le autorità competenti devono mettere in atto urgenti misure di sicurezza”. E la loro proposta è semplice: “In commissione Trasporti della Città Metropolitana si sta discutendo sull’ istituzione di una nuova tassa di 2 euro da caricare sui biglietti dei malcapitati passeggeri dell’aeroporto di Caselle per finanziare la stessa Città Metropolitana. Se così fosse, che parte di questo aumento venga riconosciuto alla nostra città per i disagi subiti. Così si potrebbe dare il via ad un piano d’intervento per assicurare un po’ più di serenità ai cittadini tartassati in tutti i sensi”.

Sergio Cretier, del gruppo Sel, sull’argomento tetti ha presentato tempo fa una mozione in Consiglio Comunale. La sua proposta si articola sostanzialmente su tre punti: “Continuare con perseveranza l’azione legale contro il Ministero per recuperare la somma di 1 € a passeggero spettante a Caselle per legge; promuovere ogni forma di pressione possibile sulla Regione Piemonte affinché ‘normi’ urgentemente e renda operativa l’imposta Iresa; riprendere in esame e rilanciare nelle opportune sedi la possibilità di ‘inclinare’ la pista aeroportuale di 5 gradi promuovendone uno studio di fattibilità”.

“Quello dei tetti danneggiati – afferma Andrea Fontana di Caselle Futura – è un problema che nessuno ha mai voluto risolvere veramente, ma un pericolo cui siamo sottoposti ogni giorno. La soluzione migliore sarebbe ruotare la pista dell’aeroporto di 3 gradi (3, non 30). In attesa, class action da parte del Comune di Caselle e risarcimento completo ai proprietari per il rifacimento e la messa in sicurezza dei tetti”.

Infine, Massimiliano Turra della Lega Nord. “Convocare una tavola rotonda con i soggetti coinvolti direttamente o indirettamente (Alenia, Sagat, compagnie aeree, ecc.) e fargli capire che in caso di incidente grave verrebbero travolti da un sicuro danno economico e di immagine. Meglio che ognuno di loro metta una cifra extra in bilancio e si argini il problema subito”.

Lasciamo ai lettori valutare la bontà di queste proposte. Sta di fatto che il Comune di Caselle da solo può fare ben poco. O forse no?


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