IL CASO – Il prossimo 28 maggio si andrà a votare per i referendum abrogativi?


Tutti i comuni italiani, per legge, giovedì 13 aprile hanno pubblicato, ognuno sul proprio albo pretorio online, l’indizione dei comizi elettorali sui due quesiti oggetto di voto, ma entrambi quasi sicuramente, si spera, saranno annullati.

La Camera dei Deputati il 6 aprile scorso ha approvato il decreto legge 17 marzo 2017, n. 25, recante “disposizioni urgenti in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica di parte del decreto legislativo sull’attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro. Il DL è propedeutico all’annullamento dei due referendum popolari in questione, fissati per domenica 28 maggio, ovvero quello per l’abrogazione dei voucher nei contratti di lavoro e quello per l’abrogazione delle disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti.

Sempre il 6 aprile il documento approvato a Palazzo Montecitorio è stato trasmesso al Senato della Repubblica per l’approvazione definitiva e quindi per scongiurare il voto. In attesa, però, del perfezionamento dell’iter parlamentare della conversione in legge del decreto governativo i comuni italiani il 13 aprile scorso (45 giorni prima del turno elettorale) hanno pubblicato all’albo pretorio online ed affisso i manifesti di convocazione dei comizi. E non solo. Nell’attesa di comunicazioni ufficiali da parte del Ministero dell’Interno, gli enti locali sono obbligati a procedendo regolarmente con gli adempimenti previsti dalla legge per lo svolgimento dei referendum anche se questi molto probabilmente, la cautela in Italia è sempre d’obbligo, non si faranno. Nel caso contrario scoppierebbe il caos.

Si tratta di questioni burocratiche, che comunque rischiano di far svolgere lavori inutili ai comuni, fanno spendere soldi e non il ultimo confondono i cittadini, sempre meno avvezzi a recarsi ai seggi elettorali, che camminando per le strade vedono i manifesti che indicono i referendum. L’unica sicurezza al momento per una parte del popolo è che si voterà per le amministrative di domenica 11 giugno, una consultazione che riguarderà oltre 9 milioni di cittadini distribuiti su 1.021 comuni.


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Giovanni D'Amelio