LA RIFLESSIONE – La nuova riforma penale: pene più severe per furti in abitazione e scippi


Da qualche giorno sono entrate in vigore alcune nuove norme derivanti dalla modifica al codice penale, di procedura penale e all’ordinamento penitenziario.

di Benedetta Donzella, avvocata penalista

La Legge n. 103 del 23 giugno 2017 ha apportato rilevanti modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario. Alcune delle novità sono già in vigore dal 3 agosto, altre invece sono oggetto di specifiche deleghe che dovranno essere attuate dal Governo. Tra le principali novità la riforma ha introdotto una nuova causa estintiva dei reati, la modifica del regime di prescrizione dei reati e l’inasprimento del trattamento sanzionatorio per i reati di furto, rapina e scambio elettorale politico-mafioso. L’Estinzione dei reati riguarda quelli perseguibili a querela a seguito di condotte riparatorie, quando cioè l’imputato ha riparato interamente il danno attraverso modalità risarcitorie. Previsto l’inasprimento di pene per alcuni reati contro il patrimonio in particolare per i reati di furto in abitazione e scippo (art. 624-bis c.p.), rapina (art. 628), per il reato di scambio elettorale politico-mafioso (art. 416-ter c.p.).

La riforma riguarda anche la disciplina della prescrizione per alcuni reati in danno di minori (maltrattamenti in famiglia, tratta di persone, sfruttamento sessuale, violenza sessuale) che scatta al compimento del diciottesimo anno di età della vittima, salvo che l’azione penale non sia stata esercitata in precedenza. Una parte importante della legge 103 è riservata alle intercettazioni. La delega concessa al Governo prevede pene sino a 4 anni di carcere per chi registra fraudolentemente e diffonde conversazioni al fine di arrecare danno alla reputazione altrui. È fatto divieto di diffusione di quelle intercettazioni che non rilevano ai fini delle indagini e riguardano soggetti estranei alle stesse.


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Giovanni D'Amelio