LA RIFLESSIONE – Misure contro il gioco d’azzardo, ai sindaci l’onere di decidere


Dal prossimo 1 dicembre in Piemonte, i comuni potranno bloccare tutti i videogiochi in funzione nei locali pubblici che si trovano a meno di 500 metri da chiese, scuole, impianti sportivi, ospedali, oratori, istituti di credito e stazioni ferroviarie.

di G. D’Amelio

Mancano meno di tre mesi e in Piemonte, sul piano delle misure antislot e di contrasto al gioco d’azzardo, si annuncia una sorta di rivoluzione. A partire dal 1 dicembre, infatti, gran parte delle slot in funzione sul territorio regionale dovrà staccare la spina. E’ un altro step contenuto nella Legge Regionale n.9 del 2 maggio 2016, che prima ha fornito ai comuni la possibilità, di imporre nei propri confini territoriali, tramite apposite ordinanze, delle limitazioni orarie di esercizio degli apparecchi con vincita in denaro. Poi, l’adozione di regolamenti comunali per la disciplina delle sale giochi e l’installazione dei giochi leciti presso altre attività, al fine di prevenire il gioco d’azzardo patologico tra la popolazione. Ora, le regole diventano ancora più stringenti. Entro il prossimo 30 novembre gli stessi sindaci avranno lo strumento legale per bloccare tutti i videogiochi in funzione nei locali pubblici che si trovano, nei comuni con più di 5 mila abitanti, a meno di 500 metri (300 nei comuni sotto i 5 mila abitanti) dai cosiddetti luoghi sensibili: strutture di culto, scuole, impianti sportivi, ospedali, oratori, istituti di credito e stazioni ferroviarie.

MA I SINDACI DECIDONO POCO – Un passaggio non da poco, visto che da recenti analisi è emerso che attualmente sono pochissime le attività che ospitano le slot a poter rispettare questi requisiti, In più l’onere di far rispettare la legge cadrebbe nuovamente sui sindaci, che fino ad ora non si sono proprio dimostrati “collaborativi” in materia. I dati forniti dalla Regione Piemonte parlano chiaro sono solo 162 su 1202 i comuni che hanno emanato ordinanze restrittive o, ancora più raramente, approvato regolamenti comunali in ottemperanza alla legge, che andava applicata entro l’agosto del 2016.

CONTRASTO ALLA LUDOPATIA – Fanno da contraltare invece i dati sul costante aumento di strumenti rivolti al gioco d’azzardo che provocano crescenti ricadute socio-sanitari sulla popolazione, registrando un progressivo incremento di persone affette da problematiche, anche gravi, riconducibili alla dipendenza da questi giochi. Una patologia che in diverse ASL e distretti sanitari ha portato all’istituzione di tavoli inter istituzionali di discussione per prevenire e curare la ludopatia. La sensazione, però, è che manchi ancora una consapevolezza collettiva in grado di sviluppare una vera cultura di contrasto al gioco d’azzardo e di conseguenza di applicare le leggi in maniera puntuale e quindi di non farle rimanere quasi solo dei semplici “consigli”.

E se i grossi gruppi economici e gli esercenti che “campano” sulle macchinette da gioco protestano parlando di posti di lavoro a rischio, anche molti sindaci storcono il muso, affermando di essere come sempre l’ultima ruota del carro in termini di impostazione dei procedimenti normativi, ma in prima linea per farli applicare anche se non si sentono adeguatamente attrezzati per farlo.


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Giovanni D'Amelio