SATIRA – De Coubertin, Belen e le votazioni


Prosegue la nostra nuova rubrica domenicale che ha l’obiettivo di far riflettere sulle assurdità della vita, ma che ha anche l’obiettivo è strappare qualche risata.

di Baldo

Da quando eravamo piccoli ci hanno sempre insegnato che l’importante è partecipare. Dare il massimo, impegnarsi; ma se non si dovesse arrivare primi non importa. L’importante è partecipare. Un bel paio di coglioni, aggiungerei. Dei campionati mondiali di calcio di Argentina ‘78 ci si ricorda del vincitore. Ci si ricorda di chi ha vinto il titolo di Miss Italia 2007, mica della quarta classificata. In ufficio solo uno si becca la promozione. Viene eletto un solo Papa, tutti gli altri non contano. Un sonoro ceffone darà la saggia ed esigente mamma tigre al figliolo che le annuncia di essere arrivato solo terzo alla gara di rutti.

Alle elezioni comunali viene eletto un solo Sindaco, tutti gli altri perdono. Non si può andare dalla Battagliotti, dal Canova, dal Campioni e dal Favero e dire loro “Bravi, l’importante è partecipare.”. Ti rincorrono per prenderti a pedate nel culo fino a Favria, per lo meno. Quindi col cavolo che l’importante è partecipare. L’importante è vincere. Punto e basta. Ed a questi pensieri si sovrappone nitida un’immagine; anzi, un Gran Premio di Moto GP, l’ultima gara a Montmelò. E naturalmente, inaspettatamente nasce in me una domanda: ma è meglio essere Dovizioso, che dopo lunghi allenamenti, impegno e dedizione, arriva primo, o è meglio essere Iannone, che arriva penultimo ma si tromba Belen?


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Giovanni D'Amelio