IL PROGETTO – Educare i giovani alla cittadinanza attiva con l’alternanza scuola-lavoro


Questo lo scopo del piano che ha visto protagonisti i ragazzi dell’IIS “Fermi-Galilei” di Ciriè e il Comitato della Croce Rossa di San Francesco al Campo.

dalla Redazione

Anche per questo anno scolastico 2018/2019, i ragazzi del Liceo dell’IIS “Fermi-Galilei” di Ciriè sono stati protagonisti di un particolare progetto di alternanza scuola-lavoro dagli importanti risvolti sociali, nato dalla collaborazione più che ventennale con la Croce Rossa Italiana di Torino, che per diverso tempo ha riguardato solamente le tecniche del primo soccorso.

Nel corso dell’anno scolastico 2016/2017, il Comitato della Croce Rossa di San Francesco al Campo ha proposto all’Istituto un progetto davvero innovativo -il primo in tutta la Regione Piemonte– durante il quale gli studenti avrebbero affrontato anche i temi dell’educazione stradale e della gestione delle emergenze. Il successo di questo progetto è stato tale da indurre la professoressa Baima, referente del piano, e il signor Marietta, Capo Monitore responsabile per la CRI, a riproporlo anche per gli anni successivi. Quest’anno, grazie all’impegno della CRI di San Francesco al Campo e in particolare del Monitore Alessandro Varvello, si è nuovamente realizzata questa attività di alternanza scuola-lavoro per un totale di 26 ore.

Il progetto ha previsto simulazioni di casi pratici tipici del primo soccorso -tecniche BLS di base, medicazioni di ferite, stabilizzazione di fratture, gestione dei malori- e di situazioni emergenziali come incidenti stradali e calamità naturali, in cui fondamentale è il ruolo del gruppo, della comunità i cui membri si aiutano vicendevolmente. In questo frangente è anche stata sfruttata la tecnologia: i ragazzi hanno appreso l’uso dei defibrillatori semiautomatici e hanno usato gli occhiali “alcovista“, per simulare lo stato di ebbrezza. Il corso si è concluso con l’esercitazione di una calamità naturale, che gli studenti hanno dovuto gestire in autonomia mettendo in pratica le competenze acquisite e dimostrando -a detta dell’istruttore che li ha seguiti- “competenza e carattere, una grande capacità di organizzare il lavoro e distribuire compiti, simulando ottimamente i ruoli che erano stati loro attribuiti”.

Evidente il riscontro sociale: il progetto si è posto l’obiettivo alto di educare i giovani alla cittadinanza attiva, trasmettendo quei valori fondamentali del vivere sociale, ovvero l’attenzione agli altri e la consapevolezza dei danni che determinati atteggiamenti possono causare al singolo come alla comunità. Dal canto loro, gli studenti si dicono più che soddisfatti dell’esperienza vissuta, ponendo in particolare l’accento sull’aspetto formativo del progetto, grazie anche alla pratica che ha affiancato le lezioni teoriche. Saggiare sul campo le nozioni teoriche, infatti, permette di capire cosa significhi realmente soccorrere qualcuno e capire se si sia portati per quel tipo di attività. Un progetto estremamente utile per coloro che vogliono seguire una carriera nel settore sanitario, ma soprattutto perché “imparare a salvare non è mai una perdita di tempo”.


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