VOLONTARIATO – Fase 3: Italia ti voglio bene, Croce Verde Torino ti voglio bene


Un grande atto di amore verso la nostra penisola, una nazione provata dalla pandemia. Ma un grande atto d’amore anche verso i militi e militesse della Sezione Borgaro-Caselle, i nostri eroi della porta accanto. Un ente che potrebbe essere candidato a diventare Casellese dell’anno 2020.

di Mauro Giordano

L’Italia che si unisce in preghiera: come dimenticare l’immagine del Papa, solo, claudicante, sotto la pioggia, che si avvia sul sagrato di San Pietro? Gli italiani che cantano dai balconi l’Inno di Mameli, che diventa ancor più virale; “andrà tutto bene”, lo slogan più diffuso in questi mesi e sempre utilizzato al termine di ogni comunicazione rivolta ai militi della Croce Verde Torino da parte della Direzione dei Servizi. L’Italia che scopre il “lavoro intelligente”, che sperimenta l’insegnamento a distanza. L’Italia…

Ma i nostri amici della Croce Verde Torino, in particolare quelli della Sezione Borgaro-Caselle, come hanno vissuto le Fasi 1 e 2? Come vivono la 3? Il lavoro da casa per loro è impossibile perché loro lavorano “nelle case”, dove arrivano vestiti da palombari, nelle loro tute anti-contagio. Nei tempi più duri, li contattavo telefonicamente, li seguivo sentendoli passare con l’ambulanza, passare e ritornare, per poi passare nuovamente: era il loro ululare delle sirene che creava la differenza su tutto. Alla sera ai nostri amici militi, cercavo di infondere coraggio per una notte che si sarebbe presentata all’insegna del non so cosa. Sapevo solo che l’ambulanza la guidava un mio concittadino casellese, magari anche un mio vicino di casa, ed a fianco del paziente c’era un altro mio concittadino, milite o militessa. Erano proprio loro, dimenticati da tutti, mai una citazione dai media, mai un giornalista di una grande testata che abbia dedicato un pezzo di spessore. Come se tutto fosse dovuto.

Ho vissuto telefonicamente con loro le notti di servizio, conoscevo lo stato d’animo che non facevano trapelare, tuttavia sapevo che erano partiti da casa lasciando mogli, figli a volte bimbi piccoli, o papà e mamma anziani, magari nonni ammalati. Eppure loro c’erano. Questo è coraggio, questa è abnegazione. Hanno dato una parola, hanno assunto un impegno, non si sono tirati indietro mai. E se ognuno di noi avesse chiamato il 112 loro sarebbero arrivati. E’ poco? E in quelle telefonate quotidiane, prendevo sempre atto del numero considerevole di servizi, quasi tutti con sospetta patologia Covid19. Con il trascorrere del tempo, anche loro stressi hanno iniziato ad interrogarsi: facciamo bene a continuare, facciamo bene ad esporci così tanto? E le nostre famiglie?

Tuttavia hanno continuato, e, al pari di tutti quei volontari che in tutta Italia possono essere definiti eroi, per me, per noi che abitiamo qui nelle nostre zone, sono gli eroi della porta accanto. Li abbiamo a due passi: la loro sede è a Borgaro, Cascina Nuova. Sempre pronti a dire si. Purtroppo, però, i loro atti di coraggio passano troppo presto nel dimenticatoi dai più: per la serie del tutto è dovuto e tutto deve essere dato. Questo articolo è dedicato a loro per il servizio reso nel nome di tutti e di ognuno di noi. Ancora una volta vanno ringraziati a gran voce e con tutto me stesso li voto per l’assegnazione del titolo Casellese dell’anno 2020.

Se qualche volonteroso aspira anche solo ad avere informazioni sull’ente, a conoscere chi è e cosa fa la Croce Verde Torino, dove sono ed operano i militi della porta accanto, basta telefonare tutte le sere dopo le 20 al numero 011.4501741, risponde la sezione di Borgaro-Caselle della Croce Verde Torino oppure inviare una mail a info.volontariato@croceverde.org


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Giovanni D'Amelio