Accoglienza profughi: il Ministero dice no all’Unione NET, si al Consorzio CIS


1Prevista l’accoglienza di 30 richiedenti asilo che verranno collocati in alcuni alloggi del territorio di Ciriè a partire dalla seconda metà di luglio.

di Giada Rapa

Mentre il progetto presentato negli scorsi mesi dall’Unione dei Comuni Nord Est Torino allo SPRAR (Servizio Centrale del Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati) è stato respinto dal Ministero dell’Interno, buone notizie arrivano per quello proposto dal Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio Assistenziali di Ciriè. L’inte, che dal 1° gennaio 2016 accoglie al suo interno 38 comuni (tra cui Borgaro e Caselle), ha presentato un progetto di accoglienza per 30 profughi e richiedenti asilo il cui arrivo è previsto proprio in questi giorni.

La gestione del progetto è stata affidata, mediante selezione pubblica, all’Associazione Temporanea di Impresa formata dalle cooperative sociali Dalla Stessa Parte di Ciriè e Stranaidea di Torino, mentre l’Associazione Multietnica dei Mediatori Interculturali – che già si occupa dello Sportello Stranieri per conto del Consorzio – provvederà agli aspetti di mediazione linguistica e culturale. I profughi verranno collocati in alcuni alloggi sul territorio di Ciriè e per loro, secondo indicazioni della Prefettura, si stanno pensando progetti di lavoro compensativo.

Tra le attività previste dal progetto, inoltre, vi è la costituzione di un Tavolo di Coordinamento Interistituzionale tra tutti i soggetti interessati, la cui prima riunione si è svolta martedì 12 luglio, al fine di censire le esperienze e i progetti attivi sul territorio, avviare un confronto sulle iniziative intraprese e attivare un’efficace collaborazione tra istituzioni in ambito locale al fine di facilitare i processi di integrazione. Come spiegato dalla Vicesindaca di Borgaro, Federica Burdisso, infatti, in alcuni comuni del Consorzio – Ciriè, San Francesco al Campo, Ceres, Coassolo Torinese, Germagnano, Lanzo Torinese, Pessinetto, Remie, Rocca Canavese, Vauda Canavese e Viù – alcuni profughi sono già presenti, in certi casi anche da due anni.


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