IL CASO – Carla Osella: “Il Sindaco di Borgaro incontri le famiglie Rom del campo”


La Presidentessa dell’Associazione Italiana Zingari Oggi, racconta la realtà del campo di strada dell’Aeroporto, non negando i problemi relativi alla Linea 69. E suggerisce alcune soluzioni.

di Giada Rapa

pag-4-linea-69-senza-didaBorgaro/Torino – Sappiamo dell’esistenza del campo Rom di strada dell’Aeroporto. Sappiamo che sulla linea 69, utilizzata da molti borgaresi per recarsi e tornare dal capoluogo, ormai non si contano più i disagi provocati da aggressioni e atti di vandalismo che si protraggono da troppi anni. Ipotizziamo che la causa di ciò sia la mancanza di volontà di integrazione degli zingari. C’è chi è sicuro che nei campi sosta comunali regni solo la sporcizia, e chi ritiene che l’unico mestiere che i Rom vogliono fare è rubare. Chi vive ogni giorno a contatto con questa etnia, però, racconta una situazione un po’ diversa.

La suora Carla Osella, Presidentessa dell’Aizo – Associazione Italiana Zingari Oggi – ci racconta che per alcuni abitanti del campo di strada dell’Aeroporto la voglia di integrarsi c’è, ma non nega che ci siano anche parecchie difficoltà. L’Aizo è attualmente presente in quell’area per fornire l’accompagnamento dei bambini Rom nelle scuole nonché quello sociale e sanitario per tutti coloro che vivono lì. “Il campo della prima fila oggettivamente è sporco, ma le altre file sono più pulite. Alcune famiglie sono anche dotate di acqua e servizi igienici all’interno delle baracche. Per quanto riguarda i servizi comuni, alcuni sono stati danneggiati dai vandali” spiega Osella. “C’è un gruppo di ragazzi piuttosto vivaci -continua – che nonostante i rimproveri nostri e delle famiglie continuano a fare casino, causando danni non solo all’interno del campo, ma anche sulla Linea 69. Più volte abbiamo spiegato loro che serve un rapporto positivo, altrimenti l’inclusione diventa sempre più difficile, ma finora è servito a poco”.

La religiosa, però, non manca di proporre soluzioni alternative per cercare di risolvere la questione. “Potrebbe essere utile avere un incontro con il Sindaco di Borgaro, che potrebbe rivolgersi alle famiglie del campo. Oppure, per dare un segnale forte, si potrebbe pensare di trovare qualcuno che effettui un servizio volontario di accompagnamento durante le ore più problematiche della giornata”. Infine, sfata qualche mito in merito al lavoro e all’integrazione. “Non è vero che i Rom non vogliono integrarsi, anche se qualcuno che non ha interesse a farlo c’è. Coloro che cercano l’integrazione fanno alcuni lavoretti, come le pulizie nelle cooperative, ma difficilmente troveranno altri lavori a causa della mancanza di esperienza. Occorrerebbero più borse-lavoro per i corsi di formazione, in modo da dare loro maggiori possibilità di essere assunti in seguito”.


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Giovanni D'Amelio