Dica 33: un’analisi sullo stato di salute (precario) del commercio borgarese


Il settore, in generale, sta passando un periodo di forte crisi: maggioranza e opposizione hanno idee differenti su come affrontare la situazione.

di Giada Rapa

2Borgaro – Sono ormai diversi anni che il commercio risente della crisi economica che ha investito il nostro Paese e l’Europa intera. La realtà locale non è da meno, ma quali potrebbero essere le soluzioni per far ripartire questo settore e qual è la dimensione del problema sul territorio? “Fondamentalmente – spiega il Sindaco Claudio Gambino – il commercio di Borgaro risente della congiuntura generale, ma anche della conformazione della città, che non è configurata per la passeggiata o per lo struscio. Purtroppo su questo è difficile intervenire e anche ragionare su una strategia da attuare non è semplice, anche perché non si può pensare che debba essere il Comune a portare clienti. Anche il fatto di non avere un rappresentante di categoria – prosegue il primo cittadino – credo sia un sintomo degli ostacoli presenti nella nostra realtà: in altre luoghi dove il commercio è più vivo è più facile trovare una strategia comune e favorire il rapporto tra i negozianti. Inoltre – termina Gambino – parecchie chiusure negli ultimi tempi sono state determinate da una politica miope da parte dei proprietari dei locali, che affittano a prezzi molti alti. Per quanto riguarda le agevolazioni, questi interventi si potrebbero pensare nel momento in cui l’80% dei commercianti sarà in regola con i pagamenti”.

Diversa è l’opinione del Gruppo Latella. “Mentre questa maggioranza continua a dormire sul proprio libro dei sogni – sostengono Marco Latella, Cristiana Sciandra e Alessandro Ferricchio – questa minoranza, come proposto più volte in Consiglio Comunale, ritiene necessario intervenire immediatamente a favore del commercio di vicinato, applicando sconti sulla tassa rifiuti, concordando con le proprietà delle agevolazioni sui canoni di affitto e creando un’associazione di categoria degna di questo nome che sia il punto di riferimento sia per gli esercenti e sia per il Comune. E’ fondamentale, come fatto per la Polizia Locale – proseguono i tre esponenti di centro destra – riportare sul territorio l’Ufficio Commercio per dare risposte quotidiane agli operatori del settore. Cascina Torazza può e deve diventare la nuova area del mercato, punto di aggregazione e di rilancio del comparto. Ai sogni della maggioranza – concludono – di aprire i cancelli alla grande distribuzione, rispondiamo ricordando il valore della stretta di mano data al commerciante sotto casa”.

Un pensiero abbastanza in linea con i pareri espressi da alcuni negozianti cittadini che aspettano che sia il Comune a dare un input di rilancio possibile, perché qui “si muore lentamente ogni giorno”. E un cittadino si chiede se non sarebbe meglio iniziare l’opera diminuendo il numero di mercati settimanali, che, ricordiamo, a Borgaro sono tre. Ma questa è un’altra storia che affronteremo presto in uno dei prossimi numeri del giornale.

 


Commenti

commenti