Glifosato: i grillini borgaresi tornano all’attacco per vietarne l’utilizzo sul territorio


glifosatoL’UE ha bocciato la proposta della Commissione Europea di rinnovare l’autorizzazione all’uso del diserbante negli Stati membri. La decisione non è definitiva, ma in tutta Italia ambientalisti e pentastellati esultano.

di Giada Rapa

Borgaro – All’incirca due mesi fa, durante il Consiglio Comunale del 12 aprile, i consiglieri del Movimento 5 Stelle cittadino presentavano una mozione per chiedere all’amministrazione comunale di prendere posizione sull’uso del glifosato vietandone l’uso. La richiesta parte dalla base della salvaguardia della salute pubblica, dal momento che l’erbicida è stato catalogato come “sostanza probabilmente cancerogena” e che in molte città, Torino compresa, è stato fatto obbligo di utilizzo di prodotti di origine organica naturale o di diserbanti meccanici. La mozione era stata respinta poiché, a detta del Vicesindaco Federica Burdisso “si attende che il Consiglio Europeo emani precise direttive in merito al divieto del glifosato”.

Ora, notizia di ieri, i 28 Stati membri dell’Unione Europea si sono espressi in tal senso, più che altro grazie all’astensionismo, bocciando la proposta della Commissione Europea di rinnovare per ulteriori 18 mesi l’autorizzazione all’uso del principio attivo contenuto nel composto chimico. Immediata la condivisione della notizia da parte degli esponenti del M5S di Borgaro, che tramite i social network hanno commentato “E adesso sig. Sindaco, assessori e consiglieri della maggioranza, ci potete finalmente dare una risposta alla nostra richiesta di divieto di utilizzo del glifosato sul nostro territorio? In Consiglio Comunale ci avete risposto che aspettavate la risposte della UE e ora?” ma ancora nessuna risposta è arrivata.

In realtà la decisione non è definita, poiché la Commissione può ricorrere a un comitato d’appello richiedendo un’altra votazione e, in caso di una nuova situazione di stallo potrà decidere di approvare autonomamente la proposta di rinnovo. Nel caso in cui ciò non avvenga, per gli Stati membri ci saranno 6 i mesi a disposizione per esaurire le scorte in vendita e 18 per utilizzare quelle già acquistate.


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