Borgaro: 25 anni di impegno sociale rivolto all’inclusione di tutti con il Centro Diurno


Ringraziamenti, esperienze dirette, spettacoli teatrali e musica per una giornata di festa, intitolata C’entriamo tutti, per celebrare l’importante traguardo raggiunto dalla struttura che ha sede nel complesso di Cascina Nuova.

di Giusi Dell’Abbadia

Borgaro – Il Centro Diurno di Cascina Nuova ha festeggiato i suoi primi 25 anni di attività e non si è fatto mancare nulla, dai ringraziamenti di varie figure del territorio, a spettacoli teatrali e musicali: tutti gli elementi, insomma, che non possono mancare in una festa con i fiocchi. Il Sindaco di Borgaro Claudio Gambino si è detto entusiasta della lunga e prospera attività del CD: “La realtà del Centro si è inserita perfettamente nella nostra città, grazie al lavoro impeccabile ed instancabile degli operatori che credono nel progetto e nella sua importanza“. Gambino ha, in particolare, ringraziato la responsabile Luisa Giacometti per il suo impegno svolto nei confronti della cittadinanza e ora vicina alla pensione. La stessa Giacometti ha tenuto a ringraziare per la menzione d’onore, senza dimenticare “l’insostituibile aiuto proveniente dall’amministrazione comunale, dalle scuole, dalla parrocchia, con Don Beppe prima e Don Stefano oggi, così come dall’associazione Insieme per l’Handicap di Gaetano Cipriano, dalla Cooperativa Associazione Valdocco e di tutti i volontari”.

Allo stesso modo, Rosella Mansino, Vicepresidente del C.S.T., ha ringraziato calorosamente “i dipendenti, che hanno consentito ai ragazzi, alcuni di loro ora uomini e donne adulti, di crescere; così come le famiglie, che ci hanno sempre sostenuto, anche se non sono mancati i momenti difficili. Siamo tutti mossi da un obiettivo comune: costruire un sistema inclusivo per tutti.” Ha invece parlato della varietà delle iniziative mosse sul territorio e dei loro cambiamenti Marisa Spaccapietra, direttrice dell’ASL TO4: “Dal 2011, su indicazione della Regione Piemonte, la Commissione U.M.V.D. mette sullo stesso piano gli aspetti sanitari e quelli sociali. Si cerca, quindi, di mettere al centro la singola persona e la sua unicità, ideando un percorso modellato sulle sue esigenze”. E, date le recenti difficoltà affrontate e superate dal Centro, la direttrice di distretto Lucia Mulasso ha affermato: “Ci troviamo ora negli anni dell’attesa vigile, pronti ad innovarci, pur essendo consapevoli come il cambiamento comporti sudore e fatica”. E, se a volte si vorrebbe dimenticare il passato, Mulasso continua: “Ritengo che, a volte, dare una sbirciatina a ciò che è stato possa essere utile per farci rendere conto dove siamo arrivati e da dove siamo partiti. Qual era la realtà negli anni ’80-‘90? La disabilità era qualcosa di cui non parlare, di cui ci si vergognava. Guardate oggi: si chiede che vengano riconosciuti i diritti delle persone, i diritti di avere una vita degna di essere vissuta”.

Sono le parole finali delle famiglie e dei ragazzi a concludere. “I nostri figli hanno trovato una seconda famiglia, all’interno del Centro. Grazie infinite, altri cento di questi anni!”.


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