Crollo delle azioni Cogenpower, per l’ad Francesco Vallone la colpa è dello Stato Italiano


Da quando la società è quotata in borsa il titolo ha perso quasi il 90% del suo valore. “Continua il nostro piano di espansione aziendale, tra i quali esiste ancora il progetto a biomassa di Borgaro”.

di G. D’A.

Francesco Vallone

Due giorni fa, alla borsa di Londra, il prezzo dei titoli Cogenpower, la società che gestisce la rete di teleriscaldamento nel Comune di Borgaro, è crollato a 2.5 sterline per azione. Per farsi un’idea, l’anno scorso il prezzo iniziale di quotazione era stato fissato a 21 sterline, quindi praticamente il valore azionario si è ridotto di quasi un decimo, con una perdita di quasi il 90%. Come documentato sul sito ufficiale del London Stock Exchange, a fare andare a picco il titolo sono state 3 vendite: una prima di 2.822 azioni al prezzo di 5,9 sterline (166,50 sterline in tutto), una seconda di 5.492 azioni, sempre al prezzo di 5,9 sterline (324,03 sterline), a soprattutto una terza di ben 125.000 azioni al prezzo di 2,5 sterline l’una (per un totale di 3.125 sterline).

“La recente caduta del prezzo delle azioni di cui siamo dispiaciuti – cerca di spiegare il borgarese Francesco Vallone, chief executive officer della società – è dovuta alla vendita da parte di un investitore britannico nella giornata di mercoledì scorso, che sopraggiunge dopo che altri investitori internazionali si erano lamentati circa il mancato incasso da parte della società di crediti verso lo Stato Italiano per circa 1.7 milioni di euro. All’estero lo Stato paga nel giro di un paio mesi mentre da noi il Ministero dell’Ambiente deve ancora a Cogenpower quasi 400 mila euro per crediti maturati tra il 2009 ed il 2010. Cogenpower tuttavia – ha proseguito l’amministratore delegato – sta continuando il suo piano di espansione aziendale, tra i quali esiste ancora il progetto di biomassa di Borgaro all’interno di una pipeline di interventi che andremo a sviluppare nel prossimi tre anni”.

Vallone ha ribadito che il progetto della centrale borgarese è stato oggetto di una attenta revisione da parte dei tecnici della società, sia sotto l’aspetto dell’efficienza energetica sia dell’impatto ambientale e “compatibilmente con le regole di comunicazione della Borsa di Londra, renderemo presto note queste modifiche e aggiornamenti, che tra l’altro prevedono la realizzazione proprio a Borgaro di un International Energy Innovation Centre, cioè un vero e proprio centro ricerca dedicato alle innovazioni nel settore dell’energia, con evidenti ricadute anche sull’occupazione locale”.


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Giovanni D'Amelio