LA RIFLESSIONE – Sgombero campi: per Legambiente famiglie Rom ai comuni come per i profughi


Secondo la Presidentessa del circolo Metropolitano: “Per anni abbiamo sollecitato l’intervento di Arpa per poter dimostrare l’inquinamento dell’aria a Torino Nord, Borgaro e Venaria prodotta dalle attività di combustione dei campi nomadi di via Germagnano, Strada dell’Aeroporto e zone limitrofe”.

di Giada Rapa

Carla Pairolero

Torino – Secondo un dossier ambientale stilato dai tecnici dell’Arpa e attualmente in mano alla Procura di Torino, l’aria e il suolo di via Germagnano, dove sorge il campo Rom, risultano inquinati in modo rilevante da diossine, polveri sottili, idrocarburi policiclici aromatici e altre sostanze cancerogene. Un rapporto simile si attende anche sull’area nomadi di strada dell’Aeroporto e sono in tanti ad essere sicuri che anche lì non mancheranno le sorprese. “Per anni abbiamo avuto incontri con il Comune di Torino – dichiara Carla Pairolero, Presidentessa di Legambiente Metropolitanosollecitando l’intervento di Arpa per poter dimostrare con dati scientifici l’evidenza dell’inquinamento dell’aria a Torino Nord, Borgaro e Venaria. Inquinamento legato alle attività di combustione per riscaldamento, prodotto con legna di risulta verniciata e trattata, del campo nomadi e i quotidiani roghi di rifiuti anche pericolosi, sia di via Germagnano, sia di Strada Aeroporto e zone limitrofe”.

Tuttavia negli anni precedenti poco è stato fatto, ponendo quindi una serie di domande. “Ma l’Arpa perché ha aspettato tanto? Ma il Comune di Torino perché non ha preso seriamente in considerazione le nostre preoccupazioni non certo dettate da vigoria ambientalista? Già a settembre del 2008 Legambiente Metropolitano, in un convegno appositamente organizzato, aveva dimostrato con un valido professionista quanto fosse pericoloso per la salute l’abbruciamento dei rifiuti di ogni tipo. Forse le correlazioni tra malattie e inquinamento non saranno facili da dimostrare, ma non bisognava lasciare passare così tanto tempo e contare i morti” prosegue Pairolero, che a nome di Legambiente chiede che “il Governo e il Prefetto impongano ai comuni della provincia una quota di famiglie Rom che verranno sgombrate dai campi per ogni tot di abitanti, così come si fa per i profughi, considerato che entrambi vivono in condizioni disumane”. In questo modo, secondo l’associazione gli zingari “avrebbero condizioni di vita più decenti, avrebbero un riscaldamento sicuro e si limiterebbe loro la possibilità di produrre consapevolmente roghi tossici anche di rifiuti non prodotti da loro“.

“Leggiamo su La Stampa di oggi (ieri, ndr) – aggiunge ancora Pairolero – che una consigliera regionale ha trovato fondi (e per fortuna c’è chi cerca) non spesi per la bonifica di Basse Stura. Ricordo che la sponda olografica destra del corso d’acqua, vicina alla grande discarica industriale, è stata anni fa messa in sicurezza (non bonificata) e che con il tempo anche la sicurezza non è più tale. Invece per quanto riguarda il Contratto di Fiume, Legambiente Metropolitano già nel 2013 aveva chiesto all’allora Provincia di Torino di inserire la Città in questo accordo, ma evidentemente il Comune allora non era interessato, speriamo che ora i tempi siano maturi. Pensare a riqualificare lo Stura vuol dire fare un importante passo avanti considerato che nel tratto torinese questo è vittima anch’esso di reati ambientali“. 

 

 

 

 


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