In meno di due mesi la città di Torino ha già consumato il “bonus” di 35 sforamenti consentiti dalla legge. Vicina al limite anche Borgaro. Un po’ meglio per Caselle, Leinì e Ciriè.
di Giada Rapa
“È la peggiore qualità dell’aria degli ultimi 4 anni”. Non sono certo parole incoraggianti quelle espresse da Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta dopo il raggiungimento, da parte della città di Torino, di 36 giorni di sforamento previsti per quanto riguarda il livello delle PM10. Il bonus annuale di 35 giorni è infatti stato consumato in meno di due mesi e la situazione non può che destare preoccupazione. Anche i principali centri dell’area metropolitana torinese sembrano non passarsela bene. Con ieri, vicinissima al limite Carmagnola, con 32 giorni oltre i limiti, nonché Collegno con 26, Borgaro con 25 e Ivrea con 21. Borgaro, con ieri, ha raggiunto i 9 giorni consecutivi di sforamento, raggiungendo nel week end picchi intorno agli 80 µg/m³ di PM10 contro i 50 consentiti. Leggermente meglio Caselle, Leinì e Cirié che nell’ultima settimana hanno registrato 2 superamenti
“Quello ambientale è sicuramente un tema importante che trova ampio spazio sul nostro tavolo regionale – ha spiegato la Vicesindaco del Comune di Borgaro, Federica Burdisso – ma credo sia fondamentale venga affrontato a livelli più alti dei singoli comuni. L’ordinanza torinese di bloccare la circolazione ai veicoli Euro 4 è stata senza dubbio una decisione importante dal punto di vista ambientale, che però può causare non pochi disagi dal punto di vista lavorativo. A breve dovrebbe esserci un nuovo tavolo in merito alla qualità dell’aria e spero che si possa analizzare nuovamente il problema al fine di trovare soluzioni condivise da tutti”.

