Il Movimento 5 Stelle contro i disservizi degli ospedali di Cirié e di Lanzo


I grillini della Valle di Lanzo in un comunicato stampa denunciano lo stato delle cose delle due strutture e si oppongono a quella che secondo loro è una chiusura annunciata dell’ospedale di Lanzo.

Cirié/Lanzo – Nuove critiche e polemiche sulla gestione dei nosocomi di Cirié e Lanzo. Ad alzare la voce questa volta è il Movimento 5 Stelle delle Valli di Lanzo, gruppo che raggruppa diversi militanti dei vari comuni della zona. “Ci ritroviamo nuovamente ad affrontare l’annoso problema degli ospedali di Lanzo e Ciriè – scrivono in un comunicato stampa i pentastellati – che interessano da vicino tutte le Valli di Lanzo con un bacino di utenza che solo per il basso canavese interessa più di 100.000 cittadini. Se al Pronto Soccorso di Cirié è consuetudine attendere il proprio turno intere giornate, in quello di Lanzo è possibile sentire l’eco nei corridoi, perché nel primo la struttura è super affollata e con carenza di personale, nel secondo, invece, intere stanze e reparti sono completamente deserti e inutilizzati. Ormai – continua la comunicazione – da diverso tempo la struttura ospedaliera di Lanzo è oggetto di proteste a causa della presunta chiusura che, ad oggi, sembra essere sempre più plausibile ed imminente; soltanto nel mese di dicembre il reparto di oncoematologia è stato trasferito nuovamente nella struttura di Cirié nonostante questa sia già al collasso e non idonea sia per la mancanza assoluta di spazi adeguati sia per l’ubicazione decisamente più sfavorevole”.

Per i grillini l’ospedale di Lanzo non deve chiudere perché è un punto di riferimento per le Vallate e, secondo loro, è oggetto di “un lento processo premeditato di depotenziamento” e la “Regione Piemonte sta manifestando una totale mancanza di interesse verso la sopravvivenza del nostro territorio e dei suoi abitanti”. L’analisi dei 5 Stelle prosegue sottolineando che è “impensabile credere che l’ospedale di Ciriè possa uscire dalla snervante crisi in cui versa senza la necessaria, ovvia e naturale rivalutazione di quello di Lanzo. I due poli non sono e non possono essere l’uno a discapito dell’altro. Ciriè e Lanzo, se riorganizzati in maniera adeguata non sarebbero secondi a nessuno ma invece di adeguare queste strutture alle esigenze della collettività, si depotenziano inesorabilmente”. Lo scritto si chiude con un affondo politico ai sindaci della zona. “E’ arrivato il momento in cui le amministrazioni comunali comincino a battere i pugni e a far sentire finalmente la loro voce in Regione” perché “hanno il dovere morale di difende” i due ospedali “invece di restare immobili a guardare in silenzio”. “Noi daremo battaglia in tutti i modi e in tutte le sedi necessarie in difesa degli ospedali di Lanzo e Cirié perché tornino ad essere un servizio a disposizione di tutta la collettività”.


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Giovanni D'Amelio