Progetto Oasi: attività in crescita per integrare sempre più le persone disabili


BORGARO – Nella nuova location di via Diaz si possono trovare in vendita marmellate, vini, oleoliti e tanti altri prodotti e oggetti. Tutto realizzato dai ragazzi disabili seguiti dall’associazione.

di Giada Rapa

La nuova location situata in via Diaz 17, a Borgaro, che da circa un anno Progetto Oasi sta arricchendo di novità, non può che essere definita con un aggettivo: bellissima. Ma anche originale, basti solo pensare che il pavimento, coloratissimo, è stato realizzato rivestendo quello vecchio con le tovagliette di carta dei bar o dei ristoranti. Tra gli scaffali bottiglie di vino decorate e marmellate, quadri realizzati a punto croce, uno splendido tavolo in legno pirografato con il motivo di un’edera. Una particolarità però accomuna tutti questi oggetti: sono stati tutti realizzati dai ragazzi diversamente abili seguiti dall’associazione.

È un grande esempio di integrazione e di caparbietà quello di Progetto Oasi e del suo Presidente Sergio Cagnin, a dimostrazione che, al di là della disabilità c’è molto di più. Sergio riesce a vedere oltre, nei “suoi” ragazzi vede il potenziale di fare cose che nessuno crede possibili, come andare in vigna e occuparsi della sgrappatura, o nel frutteto per raccogliere la frutta necessaria per le loro ottime marmellate. “Oltre alla vigna e il frutteto ci sono anche attività nell’orto, poi c’è il laboratorio di falegnameria e vorremmo anche introdurre quello relativo alla manipolazione dell’argilla. Quest’ultima idea è nata in seguito alla conclusione del progetto Altrotempo 0-6, dopo aver visto il modo in cui i bambini si divertivano” ha commentato soddisfatto

In più, da pochi mesi a questa parte a rallegrare l’atmosfera del laboratorio ci sono due mascotte d’eccezione: Tere e Moto! Questi ultimi sono due adorabili e affettuosissimi gattini, assieme a un altro fratellino, sono stati salvati da Cagnin. I piccoli sono stati abbandonati in un bosco poco dopo la nascita e sarebbero stati condannati a morte sicura se non fossero stati trovati. “All’inizio li ho allattati con un piccolo biberon artigianale” racconta divertito Sergio ripensando alle prime settimane di vita dei piccoli, che adesso godono di ottima salute, hanno tanta voglia di divertirsi e amano la compagnia.


Commenti

commenti