Borgaro: Lo.Vi Basket alla mostra di Mirò


Grazie a L’Armadietto, attività commerciale del territorio, i ragazzi della società sportiva hanno partecipato, sabato 11 novembre, alla mostra del pittore surrealista. Un’esperienza emozionante, raccontata dal giovane Leo.

di Giada Rapa

Borgaro/Torino – “Ieri 11 novembre è stato un sabato un po’ insolito per la nostra società: non solo basket ma anche un po’ di cultura!”. Inizia così il resoconto di Leo, classe 2006 e giovane atleta della Lo.Vi Basket. In quella data, infatti, i ragazzi si sono recati a Palazzo Chiablese per visitare la mostra dedicata al pittore surrealista spagnolo Joan Mirò, grazie anche all’impegno de L’Armadietto, un’attività commerciale del territorio. Di seguito riportiamo alcuni estratti del riassunto scritto da Leo, che potrà comunque essere letto integralmente sul sito della Lo.Vi Basket all’indirizzo www.lovibasket.it

Nel suo elaborato, Leo racconta, con dovizia di particolari, quanto appreso su Mirò dalle parole della guida: “era un surrealista, cioè uno che nelle sue opere trasferiva i suoi stati d’animo”, “usava come simboli l’occhio, le sue manila stella –sotto forma di asterisco- e la luna”, “sosteneva di rendere Visibile l’Invisibile cioè rappresentava quello che per noi era impossibile vedere ma non per lui: i suoi sogni!” e molto altro, lasciando trasparire tutto l’entusiasmo della giornata. “Abbiamo visto inoltre dei filmati nei quali lui usava camminare sulle proprie opere mentre le dipingeva perché sosteneva che così era come se si sentisse parte della sua opera. Riteneva di essere per i suoi quadri come un viticoltore o un giardiniere con le sue piante”.

Oltre alla parte culturale, non è mancato il momento ludico: “La nostra guida ci ha dato dei cartoncini che raffiguravano alcuni dei simboli di Mirò e noi dovevamo attaccarli su un manichino di legno per creare il nostro Mirò. Per un attimo poi abbiamo avuto la sensazione di essere a Mallorca nello studio di Joan tra quadri, pennelli e tanti colori buttati a terra!”. Il riassunto si conclude con alcune considerazioni del giovane. “Questo pomeriggio per quanto mi riguarda ha rappresentato un collegamento tra due discipline apparentemente diverse: la pittura e lo sport (il basket nel nostro caso). Infatti, secondo me, sono entrambe due forme d’arte in quanto ogni colore è parte integrante nel dipinto proprio come lo è ogni giocatore nella sua squadra! Come il pittore dà sfogo alle sue emozioni sulla tela, così noi proviamo a dar sfogo alle nostre sul campo con la palla”.


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