Toro Club Borgaro Granata: “il monumento della rotonda di via Gramsci sarà modificato”


La notizia è stata data nella serata di ieri, venerdì 1 dicembre, durante l’inaugurazione della nuova sede dell’associazione.

di G.D’A.

Borgaro – La riproduzione di un pallone dell’epoca, la foto degli Invincibili e una targa con i 31 nomi di coloro che morirono il 4 maggio 1949 nel tragico incidente aereo di Superga. Sarà modificato in questo modo, con semplicità, il monumento della rotonda di via Gramsci, realizzato nel 2014, chiamato da tanti con una certa avversione “l’aereo schiantato”, con la rimozione appunto del pezzo di aeromobile stilizzato e il muro che simula il terrapieno contro il quale il Fiat G.212 impattò prima di cadere. A comunicarlo ci ha pensato ieri sera Ezio Sindici, Presidente del Toro Club Borgaro Granata durante la serata inaugurale della nuova sede del gruppo, in via Caselle presso l’Enjoy Bar dove vengono trasmesse in diretta tutte le partite del Toro. “I lavori saranno eseguiti agli inizi del nuovo anno e le varie spese saranno di competenza del Comune” ha precisato.

Oltre a diversi tifosi e tifose, presenti alla serata anche Domenico “Mecu” Beccaria,  Presidente del Museo Grande Torino,  Maria Rosa Mascheroni, Presidentessa dell’Unione Club Granata, e Carla Maroso, vedova del giocatore Virgilio Maroso e madrina del club borgarese. Per l’amministrazione comunale c’erano il capogruppo consiliare di maggioranza Beppe Ponchione, grande cuore granata, e l’assessore allo Sport Fabrizio Chiancone, milanista ma simpatizzante Toro. “Abbiamo scritto una lettera che presto invieremo a Urbano Cairo, Presidente F.C. Torino, affinché si attivi per inviare una folta delegazione della squadra durante l’inaugurazione del nuovo monumento, che presumibilmente dovrebbe tenersi intorno al mese di febbraio”.  Soddisfatto il “Ponchio” che ancora ricorda le critiche che investirono anche lui all’indomani della presentazione del monumento, un’opera che non è piaciuta proprio a tanti per la sua drammaticità e che era balzato agli onori della cronaca italiana per la “sua bruttezza”.


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Giovanni D'Amelio