Borgaro: un pomeriggio per parlare del futuro delle professioni educative


Giovedì 19 ottobre si è svolto, a Cascina Nuova, un incontro promosso dall’APEI per sensibilizzare sulla proposta di legge Iori e dare finalmente riconoscimento alle professioni di educatori e pedagogisti.

dalla Redazione

Borgaro – Quale futuro per le professioni degli educatori e dei pedagogisti? È questa la domanda alla quale hanno voluto rispondere Monica Patrignani, referente APEI della Regione Piemonte e la pedagogista Sabrina Marotto, organizzando un incontro per sensibilizzare sull’importanza dell’approvazione del disegno di Legge Iori. Attualmente, infatti, queste professioni non sono riconosciute né a livello italiano, né internazionale e anzi attualmente chiunque è legittimato a fare l’educatore, anche se non ha la giusta esperienza. “Anche per gli inseganti di sostegno non è richiesta una formazione specifica. Addirittura, confrontandoci con diversi genitori, loro stessi, per primi ci hanno chiesto se davvero servisse una formazione per gli educatori” ha commentato Patrignani. Proprio per affrontare la tematica l’APEI,, associazione pedagogisti educatori italiani, che a maggio ha compiuto il suo 10° anno di attività, ha deciso di organizzare una serie di incontri, denominati #ottobrepedagogico e proposti in tutta Italia.

Nel corso del pomeriggio è stata approfondita la storia delle Lauree in Scienze dell’Educazione e in Pedagogia -che risale al 1939 – ma anche la loro differenza. L’educatore professionale socio-pedagogico, infatti, svolge funzioni intellettuali con l’uso di strumenti conoscitivi specifici per progettazione, programmazione e valutazione degli esiti degli interventi educativi e di supervisione, mentre il pedagogista è un professionista a livello apicale, specialista dei processi educativi e formativi, svolgendo funzioni di progettazione, coordinamento, intervento e valutazione pedagogica.

Grande rilevanza è stata data alla conoscenza della proposta di Legge Iori, considerata “un buon punto di partenza per iniziare. Ovviamente il testo attuale ha dei limiti, ma è comunque un primo passo per parlare davvero di pedagogia”. Tra i lati negativi del provvedimento, l’apertura a paradigmi di tipo psicologico e psichiatrico che all’APEI non appaiono particolarmente aderenti, mentre tra i punti fondamentali, l’equiparazione, a livello europeo, del Livello 6 per gli educatori professionali socio-pedagogici e del livello 7 per i pedagogisti.


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