Borgaro e Mappano: PesciolinoRosso e la toccante storia di papà Gianpietro


Nella mattinata di venerdì 2 marzo l’uomo ha incontrato i ragazzi di alcune classi delle scuole dei due comuni per parlare del dramma della droga, mentre la sera si è tenuto un incontro aperto ai cittadini. Un momento per riflettere sul rapporto genitori-figli e capire l’importanza dei momenti.

di Giada Rapa

Borgaro/Mappano – È stata una giornata fatta di emozioni, lacrime, confronto, dialogo. Ma soprattutto amore. Il grande amore di un padre, Gianpietro, che dal più grande dolore che un genitore possa provare – quello della perdita di un figlio – ha fatto nascere PesciolinoRosso. Un’associazione che parla ai giovani, mettendoli ai guardia dai rischi della droga, e che parla ai genitori, invitandoli a ritagliarsi sempre il tempo per dedicarsi ai propri figli, anche se la società ci “impone di correre”.

Venerdì 2 marzo papà Gianpietro ha incontrato alcune classi delle scuole secondarie di primo grado degli Istituti Comprensivi di Borgaro e di Mappano. “Abbiamo portato circa 400 ragazzi, che si sono dimostrati estremamente coinvolti ed emozionati, a tal punto da non voler più andare via. Alcuni hanno anche pianto, ma per le emozioni positive che Gianpietro ha saputo trasmettere loro” ha commentato la Dirigente Scolastica di entrambi i plessi, Lucrezia Russo. “Anche per me è stata una grande emozione. Mi sono sentita una madre imperfetta, ma forse questa è stata la parte più bella. Ho trovato una forza e una grinta in più, con la speranza di poter migliorare nel mio ruolo di genitore”.

Oltre alla mattinata con i ragazzi, nella stessa giornata Gianpietro ha tenuto anche un incontro rivolto ai genitori e alla cittadinanza sempre presso la Sala Polivalente di Cascina Nuova. Un uomo che ha raccontato con estrema umanità la storia della sua vita, dei suoi sogni, dei suoi successi, ma anche dei suoi errori e della sua tragica perdita. “Nel 2012 ho lasciato mia moglie, ma dopo poco tempo mi sono reso conto del mio errore. Ho deciso che sarei tornato da lei a dai miei 3 figli, il 24 dicembre del 2013, alla vigilia di Natale. Ma un mese prima del mio ritorno mi sono ritrovato davanti a un fiume. Sono le 3 di notte, accanto a me un ragazzo che ho appena conosciuto, Cris, mi mostra il punto in cui mio figlio Emanuele si è buttato dopo aver assunto una pasticca a una festa” racconta Gianpietro. In quello stesso punto, 10 anni prima, lui ed Ema avevano cercato di salvare il pesciolino preferito del bambino, che era però stato mangiato da un’anatra. “Io ridevo, mentre mio figlio piangeva e mi tirava i pugni. Non capivo quale trauma doveva essere stato per lui. Quella tragica notte ho pensato di buttarmi anche io nel fiume. Il giorno prima aveva visto Ema: era serio, più del solito. Gli ho detto dobbiamo parlare, ma poi ho guardato l’orologio, che ora non porto più, e sono andato via. In quel momento ho visto la tristezza nei suoi occhi”. In preda al suo dolore e alla sua rabbia, due giorni Gianpietro ha sognato Ema. “Mi ha trasmesso un’energia inspiegabile, da lì ho capito che se non avevo potuto aiutare mio figlio avrei aiutato altri giovani”.

Durante la sera Gianpietro ha infatti dato consigli sia ai genitori, che ai figli, per poter andare d’accordo. “Non bisogna affrontare in modo istintivo i problemi, brontolando e continuando a recriminare. Ma soprattutto non dobbiamo mai mortificarli, perché distrugge il cuore delle persone. Dobbiamo ascoltare attivamente i nostri figli, parlargli della nostra infanzia, rivivere insieme quei momenti che non viviamo più. Dobbiamo riprenderci in mano le nostre vite”. Per ultimo, Gianpietro ha parlato di quella che lui definisce la “Rivoluzione RAPP”: Ringraziare ogni giorno per ciò che si ha; Amare e aiutare gli altri; Prepararsi per cambiare il mondo, perché solo così potrai trovare te stesso; Perdonare. “Perdonare significa liberare noi stessi, perché l’odio che ci portiamo dentro ci rende solo persone peggiori. Perdonare è la cosa più grande che possiamo fare per liberare l’amore che c’è in noi”

 


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