Ciclismo: Nino Defilippis commemorato a 10 anni dalla morte


Presenti alla ricorrenza anche i borgaresi Piero Turrisi, ex corridore divenuto Direttore di Corsa, e il fotografo Stefano Lionetto.

di Franco Bocca

Il 13 luglio 2010, all’età di 78 anni, ci lasciava Nino Defilippis, l’indimenticabile “Cit“, che negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso aveva scritto pagine importanti della storia del ciclismo, compendiate in pochi ma significativi dati: 58 vittorie in tredici anni di professionismo, tra cui due campionati italiani, nove tappe al Giro d’Italia, sette tappe al Tour, una classica-monumento (il Giro di Lombardia), nove partecipazioni in maglia azzurra ai campionati del mondo culminate con il posto d’onore conseguito nel 1961 a Berna alle spalle del belga Van Looy.

Per celebrare i 10 anni dalla sua scomparsa, un folto gruppo di amici di Defilippis si è ritrovato nel piccolo cimitero di Berzano San Pietro, dove il campione riposa accanto alla mamma, Maria Fornasero, che era originaria del piccolo paese dell’Astigiano. C’erano i suoi due amici più cari: Angelo Marello, il carrozziere torinese che proprio con Nino è stato il promotore del monumento a Fausto Coppi nel capoluogo piemontese, e Riccardo Battilossi, l’artigiano calzolaio che si era specializzato nella produzione delle scarpette da ciclista. “Riccardo ha fatto le scarpe a tutti – ricordava un amico di entrambi – ma Defilippis era l’unico corridore per il quale non le faceva solo con le mani, ma anche con il cuore”.

E poi c’erano tanti corridori di ieri, capeggiati dagli ancora popolarissimi Franco Balmamion e Italo Zilioli, che di Defilippis erano stati compagni di squadra alla Carpano nei primi anni ’60 e che proprio dal “Cit” avevano ricevuto il testimone per tenere alta la bandiera del ciclismo piemontese in campo internazionale. Vale la pena di ricordare che Balmamion, classe 1940, è stata l’ultima maglia rosa piemontese, avendo vinto i Giro d’Italia del 1962 e 1963, oltre ad una Milano-Torino, un Giro dell’Appennino e ad un Campionato di Zurigo. Dal canto suo Zilioli, classe 1941, giunse tre volte secondo al Giro e, oltre ad una sessantina di vittorie in quindici anni di professionismo, indossò la maglia gialla al Tour de France del 1970 e sette volte la maglia azzurra ai campionati del mondo.

Facevano parte del gruppo anche due amici provenienti da Borgaro: Piero Turrisi, l’ex-corridore poi diventato Direttore di Corsa, che in questa veste aveva diretto numerose edizioni della gara ciclistica giovanile intitolata proprio al “Cit”, e il fotografo Stefano Lionetto, grande amico del ciclismo.


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