Nuova ordinanza della Regione Piemonte: cosa si può fare e cosa no fino al 14 luglio


Ripartono le attività per bambini e ragazzi da 0 a 17 anni, teatri, cinema, sale concerti, terme e centri benessere, circoli culturali, centri sociali e sale gioco. Riaprono le residenze per anziani alle visite dei familiari, ma solo su permesso della direzione sanitaria di ogni struttura.

Con l’ordinanza firmata dal Presidente Alberto Cirio, valida da lunedì 15 giugno a martedì 14 luglio, in sostanza sono consentite in Piemonte le attività ludiche, ricreative ed educative per i bambini e i ragazzi da 0 a 17 anni, in strutture chiuse o all’aria aperta e con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza. Riaprono i centri benessere e termali, i circoli culturali, i centri sociali e le sale gioco, scommesse e bingo. Porte aperte per teatri, cinema e sale concerti. Gli spettacoli aperti al pubblico sono consentiti anche in altri spazi e all’aperto, mentre lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche sono consentite solo in forma statica.

L’ordinanza stabilisce inoltre che le visite in residenze sanitarie assistite, hospice, strutture riabilitative e residenziali per anziani autosufficienti e non è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

Sempre secondo le Linee Guida fissate dalla Conferenza Stato-Regioni, sono consentite le attività sportive o motorie all’aperto, sportiva di base e motoria (in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati) e dei comprensori sciistici. Regole ferree anche per i musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, per il commercio al dettaglio, i servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), il catering continuativo, i servizi alla persona, gli stabilimenti balneari, le strutture ricettive, la formazione professionale, i parchi tematici e di divertimento.

L’ordinanza mantiene l’obbligo di utilizzare la mascherina nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto, in tutte le aree pertinenziali al chiuso e all’aperto dei centri commerciali e delle grandi superfici di vendita (quali parcheggi, giardini, aree gioco, piazzali antistanti gli ingressi) ed in tutti i luoghi e le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza, fatto salvo per i bambini di età inferiore a sei anni, per i soggetti con forme di disabilità o con patologie non compatibili con l’uso continuativo dei dispositivi di protezione individuale. Possono essere utilizzate anche mascherine di comunità, monouso o lavabili, anche autoprodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e garantire comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.

Resta il divieto per ogni forma di assembramento in luoghi pubblici o privati e per la presenza di accompagnatori nelle sale di attesa dei Pronto soccorso (salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto). L’accesso ai luoghi di culto deve avvenire nel rispetto dei protocolli firmati dal Governo con le varie confessioni religiose.


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Giovanni D'Amelio