Prove di dialogo per il futuro del parco Chico Mendes


All’interno del polmone verde, ubicato al confine tra Borgaro e Torino, si è svolto un dibattito tra alcuni componenti delle due amministrazioni comunali al fine di discutere un eventuale rinnovo della Convenzione dell’area pubblica, in scadenza nel 2022.

dalla Redazione

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Era il 1992 quando Giuseppe Vallone, a quell’epoca Sindaco di Borgaro, sottoscriveva una convenzione della durata 30ennale tra il Comune, l’allora Azienda Acquedotto Municipale di Torino -oggi SMAT- e la Città di Torino, per la gestione di un’area verde di circa 194 ettari. Questo enorme polmone verde negli anni è stato protagonista assoluto di manifestazioni di grandissimo successo, come Colonia Sonora e il ChicoBum Festival, che per 7 anni -dal 2000 al 2006- ha riempito le serate estive di migliaia di giovani e non solo. Ma dopo il periodo di ascesa, è arrivato l’abbandono, almeno fino a qualche anno fa. Nel 2019, infatti, è stata sottoscritta una convenzione per rivitalizzare l’area, grazie a una stretta sinergia tra amministrazione comunale borgarese, l’associazione In Ricordo di Enzo e Vittorio Brillada con la sua impresa. Senza contare il chiosco Chico Loco, divenuto un vero e proprio presidio del parco, come ha anche sottolineato l’attuale Sindaco Claudio Gambino nel corso del dibattito, promosso dall’Associazione di Sviluppo Territoriale Sinapsi tenutosi alcuni giorni fa, proprio all’interno del parco- e la mostra Dinosaurus Park, che sarà visitabile fino al prossimo 12 settembre.

“È una realtà che non è oggetto di dibattito e di cui nessuno mette in discussione la funzione e la valenza” ha continuato il primo cittadino, spiegando che l’unica incognita per il futuro dell’area verde è legato al rinnovo della convenzione, ormai in scadenza. “Il rinnovo dell’accordo lo vedo scontato, ma occorre discutere sui contenuti, chiedendo alla Città di Torino di darci una mano nella gestione del parco”. A dialogare con Gambino è stata Viviana Ferrero, Presidente del Consiglio Comunale di Torino: quest’ultima -essendo la città prossima alle elezioni- ha sottolineato l’importanza dei pontisti ovvero di quelle figure che porteranno avanti il progetto per coloro che verranno dopo. Ma anche dell’importanza degli spazi verdi, forse riscoperti proprio durante la pandemia. Più nel dettaglio della Convenzione, e di come quella nuova potrebbe essere sottoscritta è stato invece il tecnico del Comune di Torino, Ezio De Magistris. “La proposta è quella di rifarla, trovando però un modo giuridico corretto per permettere alla città di Borgaro di partecipare autonomamente ai bandi”.

Il futuro del Chico Mendes è stato inoltre affrontato da un punto di vista strettamente ambientale attraverso gli occhi -e le idee- di Carla Pairolero, Presidente di Legambiente Metropolitano e da Luca Battisti, dottore in Scienze Agrarie. “Legambiente non lo vede come uno spazio per fare musica o altro, ma come un’entità che deve fondersi con La Mandria e con Venaria, magari anche con la realizzazione di un eco-campeggio” ha commentato Pairolero, sottolineando anche l’importanza di un controllo alla balneazione. “Bisogna trovare una funzione strategica per il parco che possa durare nel tempo, creando delle connessioni ecologiche” ha invece sottolineato Battisti, ricordando che anche la scelta delle piante è importante. “È preferibile piantumare quelle che sono in gradi di trattenere inquinanti atmosferici, evitando quelle che -avendo allergeni- possano creare un disservizio alla popolazione. In ultimo è intervenuta Cristina Tampone, giovane laureanda borgarese in Progettazione delle Are Verdi e Paesaggio, che ha parlato della sua tesi di laurea proprio sul Chico Mendes. Uno studio per analizzare le criticità -come la scarsa manutenzione e le aree degradate- ma anche le enormi potenzialità, essendo molto frequentato soprattutto durante i weekend. Tampone ha anche parlato della metodologia della progettazione partecipata -ripresa anche da Ferrero- “elemento di democrazia diretta che richiede il coinvolgimento della popolazione”, realizzato attraverso un questionario diffuso tramite i social. “C’è chi ha denunciato la mancanza di pulizia delle aree verdi e la necessità di ripristino delle aree comuni. Ho anche ricevuto la richiesta di installare punti di interesse, tipo area gioco per bambini o attrezzi per un’area sportiva. Penso quindi che sia il momento di essere coraggiosi: servono nuovi orizzonti per il parco”.

Sempre in tema di sostenibilità ambientale, ma in questo caso anche alimentare, a fine dibattito i relatori si sono recati nella vicinissima azienda agricola Liriodendro di Cascina Torazza per un momento di inaugurazione istituzionale dell’iniziativa “Agri merenderia La Carolina“..Da fine giugno, infatti, la cooperativa sta organizzando nei fine settimana delle degustazioni di prodotti coltivati e lavorati direttamente in loco per gli amanti del mangiare bene e sano.


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