Borgaro: è scontro aperto sul mancato servizio di prenotazione dei libri scolastici delle elementari


Dopo l’attacco del gruppo consiliare Uniti per Cambiare, l’amministrazione ha risposto con una nota stampa che ha suscitato l’immediata replica da parte della cartoleria coinvolta.

di Giada Rapa

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Qualche giorno fa ci siamo occupati della questione della prenotazione libri per gli studenti della Scuola Primaria, e di come il gruppo di minoranza Uniti per Cambiare abbia criticato le scelte intraprese dall’amministrazione su questo argomento visto che le famiglie degli alunni dovranno rivolgersi ad attività commerciali fuori città.

A distanza di una settimana, la nuova maggioranza consiliare guidata dal sindaco Claudio Gambino ha diramato una nota stampa, nel tentativo di fare chiarezza sull’intera questione, manifestando amarezza per la confusione creata dalla forza di opposizione – “sbagliando non solo il metodo della polemica, ma anche e soprattutto il contenuto” – andando a creare una situazione che “non fa bene alla vita amministrativa del paese, poiché ci sarebbe bisogno di maggiore serietà e competenza prima di creare allarmi inesistenti”.

“Siamo convinti – si legge ancora nel comunicato – che quanto successo negli ultimi mesi riguardo al tema della mancata disponibilità di un esercizio commerciale del territorio – la cartoleria Mamilù, unica rimasta in città – alla raccolta delle cedole librarie sia solo un’azione deliberata di carattere politico, se non qualcosa di più e di peggio. Nel mese di aprile – quindi a breve dall’avvio della campagna elettorale – l’esercizio commerciale in questione, che già lo scorso anno scolastico si era occupato del servizio – con la stessa amministrazione comunale – ha comunicato che non avrebbe più gestito questa attività”. Diverse le motivazioni indicate sia al sindaco che all’assessore all’Istruzione dell’epoca: complicazioni organizzative del negozio; difficoltà economica nel dover anticipare parte del costo dei libri; ritardi del comune nel rimborsare le fatture relative“. Una polemica, quindi, conclude la nota del comune, che appare “spinta da parte di chi, forse volendo cavalcare un disagio professionale, ha provato a suggerire o, peggio, a promettere soluzioni diverse. Magari di gestione in esclusiva mirata a quell’esercizio, a scapito di altri e del tutto in maniera illegittima, se messa in atto da parte di un’amministrazione comunale”.

Non ci sta Anna Vizzari, proprietaria della cartoleria in questione, che anzi considera “grave e diffamatorio” quanto affermato nel comunicato della maggioranza su di lei e sulla sua attività. Nella dura replica, l’esercente sottolinea di aver parlato di “una collaborazione da parte del comune per l’acquisto dei libri per la scuola primaria” con la richiesta che i 16 mila euro necessari per la prenotazione dei testi fossero anticipati a giugno anziché saldati a ottobre. “Inoltre non ho mai affermato che il comune negli anni precedenti abbia pagato in ritardo anzi, ho sempre detto che l’ente ha sempre rispettato le tempistiche pattuite”.

“Le tempistiche – aggiunge ancora Vizzari – dichiarate dal comune del mese di aprile sono totalmente false in quanto, già a gennaio, ho richiesto per ben tre volte un incontro – mai concesso – con l’assessora all’Istruzione, il sindaco e la Dirigente Scolastica, l’unica quest’ultima ad avere dato immediata disponibilità. In data 26 gennaio, inoltre, ho comunicato all’assessora Pina Fabiano la mia decisione di non effettuare il servizio dei libri. Tutto ciò è documentato e dimostrabile”. E conclude: “il disagio alle famiglie non può essere attribuito alla cartoleria, che ha il diritto di decidere se dare o meno il servizio. I libri sono comunali pertanto il disguido, non avendo voluto trovare una collaborazione, è stato causato dal comune stesso”.


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