E’ l’accusa che lancia il gruppo consiliare di minoranza Uniti per Cambiare che risponde alle critiche sollevate nei loro confronti dal circolo locale del partito di Meloni, sempre dell’opposizione, sul tema della regolarità dei dossi stradali presenti in città.

dalla Redazione
Continuano gli scambi di accuse tra le due forze di minoranza che siedono nel consiglio comunale di Borgaro. L’ultimo argomento che ha sollevato i consueti nervosismi tra Uniti per Cambiare e Fratelli d’Italia ha riguardato la conformità dei dossi che si trovano nelle strade cittadine, poiché entrambi gli schieramenti rivendicano di essere stati i primi a sollevare dubbi sulla regolarità degli stessi e di non essersi accodati agli altri nel richiedere spiegazioni alla maggioranza guidata dal sindaco Claudio Gambino. E come sempre sono volate parole grosse, con il gruppo capitanato da Elisa Cibrario Romanin che ha accusato i colleghi di FdI di essere la stampella di chi governa la città.
“Comprendiamo – si legge nell’ultima nota stampa di Uniti per Cambiare – la frustrazione di chi, dopo quindici anni di opposizione, non ha portato a casa alcun risultato tangibile. Ma invece di preoccuparsi di cosa fa l’opposizione, Fratelli d’Italia dovrebbe interrogarsi su ciò che fa – o non fa – la maggioranza. Ah già, dimenticavamo: come molti cittadini ci segnalano, e come loro stessi dimostrano in ogni occasione, Fratelli d’Italia è di fatto una costola della maggioranza. Sempre pronta a giustificarla, mai a incalzarla”.
A questa stoccata, nel giro di poco è arrivata la risposta della capogruppo di FdI Cristiana Sciandra. “Non accettiamo lezioni di politica da chi ha strappato tessere di partito, da chi rinnega i legami politici dopo le elezioni, da chi è passato da un partito all’altro e, tutto a un tratto, si accorge di essere distante da una maggioranza di cui ha sempre fatto parte e con cui è sempre stato a braccetto. Il circolo Fratelli d’Italia di Borgaro non è la costola di nessuno. Rappresentiamo il primo partito del paese, e il nostro operato si basa su riflessioni coerenti con la nostra identità politica, gestite in totale autonomia. Comprendiamo – si chiude la dichiarazione – che per qualcuno questo approccio possa risultare difficile da accettare. Del resto, la delusione di chi pensava di vincere a mani basse è, di per sé, già abbastanza logorante”.
Probabilmente lo scontro verbale proseguirà in sala consiliare, ma nello specifico a tanti cittadini di questa storia interessa solo una cosa: i dossi cittadini, o meglio alcuni dossi cittadini, sono realmente a norma?

