Borgaro: prende forma il Parco Fotovoltaico



Con il decreto del ministro Pichetto Fratin, le imprese private che vogliono operare in questo settore non necessitano di permessi o autorizzazioni da parte dei comuni. Ed è ciò che sta accadendo sul territorio.

di Giada Rapa


Ormai da settimane procedono, con una certa celerità, i lavori per la realizzazione di un Parco Fotovoltaico nell’area agricola al confine tra Borgaro e Caselle. A dirigerli è la la società Blu Way – che si sta occupando di un ulteriore impianto a Cerano, in provincia di Novara – attraverso Coesa come Engineering, Procurement and Construction, che rientra all’interno di un’iniziativa che fa parte di un piano di investimenti pluriennale per espandere la produzione di energia rinnovabile.

L’obiettivo è quello di raggiungere 10 MW di capacità installata entro il 2027 con entrambi gli impianti, contribuendo così alla transizione energetica e alla riduzione delle emissioni di CO₂. Un intervento, quindi, frutto dell’iniziativa di un privato che ha acquistato un terreno agricolo da un coltivatore ormai in pensione, come spiega anche il sindaco borgarese Claudio Gambino. “Dopo la crisi energetica legata al conflitto russo-ucraino, la transizione verso le energie rinnovabili è diventata una priorità strategica. Il decreto Pichetto Fratin ha agevolato l’acquisizione di terreni agricoli da parte delle imprese del settore, consentendo loro di installare pannelli solari semplicemente notificando l’operazione al comune”.

Tuttavia, non mancano le preoccupazioni per l’impatto ambientale e paesaggistico di tali impianti, pur riconoscendo l’importanza dell’energia solare come risorsa sostenibile. “Per quanto mi riguarda è un’iniziativa che costituisce uno scempio per il paesaggio, ma che purtroppo a causa della legge dello Stato può essere fatta senza autorizzazione” ha dichiarato ancora il primo cittadino.


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Giovanni D'Amelio